Un agente: «Le squadre nautiche vanno difese»
OLBIA. Con “rispetto e umiltà, ma in modo fermo e deciso”, chiede che i leader politici intervengano per evitare che la squadra nautica di Olbia, insieme ad altri presìdi di polizia, vengano...
OLBIA. Con “rispetto e umiltà, ma in modo fermo e deciso”, chiede che i leader politici intervengano per evitare che la squadra nautica di Olbia, insieme ad altri presìdi di polizia, vengano cancellati. A parlare è Alfonso Iovieno, delegato Consap e agente di polizia specialista in mare della squadra nautica di Olbia, «una delle cinquanta che, nei progetti del Viminale, sarà destinata a chiudere entro i primi mesi del 2015 in un’ottica di revisione della spesa. Presso le squadre nautiche e dei sommozzatori - scrive Iovieno - ci sono operatori che si allenano e si preparano ogni giorno e in ogni condizione meteo, per rispondere degnamente alle tante e gravi esigenze, con standard elevatissimi. Le moto d’acqua della polizia di Stato, in caso di incendi sulle coste, in Sardegna frequentissimi d’estate, arrivano e portano, con i loro operatori a bordo, tranquillità ed evacuazioni controllate dalle spiagge colpite in tempi brevissimi: una rapidità che nemmeno le classiche motovedette, pur sempre indispensabili nelle fasi successive, possono raggiungere. Gli interventi di soccorso anche con mare mosso e vento forte, il rendere proprio il concetto di prossimità tra la gente quando arriviamo in spiaggia, l’ausilio alle manifestazioni sportive con le peculiarità del mezzo, ci pongono in una condizione esclusiva come corpo di polizia. Consapevoli delle difficoltà economiche attraversate dal Paese, questi operatori non chiedono aumenti salariali nè riconoscimenti e gratificazioni personali. Bensì desiderano, molto discretamente, che chi decide e sceglie per loro non disattenda quei valori e soprattutto non faccia intendere che le severe selezioni superate e i duri corsi di addestramento svolti e i mezzi a noi assegnati come equipaggi, non diventimo un ennesimo sogno non concretizzato».
Per questo e per molto di più (lunga e articolata la lettera di Iovieno) si chiede l’immediato intervento delle forze politiche. Affinché le squadre a rischio possano continuare a operare e a garantire sicurezza.
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