Famiglia compra sensore per monitorare il canale
L’impianto è stato acquistato dopo l’alluvione dai proprietari dell’asilo di via Cesti «Sotto controllo il livello dell’acqua, quando sale troppo scatta la sirena»
OLBIA. Quando Cittadinanzattiva, lo scorso gennaio, propose al Comune di far suo il progetto “Acqua Alta” (Olbia come Venezia), il sindaco rispose che avevano già avuto la stessa idea aggiungendo però che la Regione non avrebbe potuto finanziarla. Si trattava in sostanza, di sistemare dei particolari sensori che “avvertono” di un pericolo imminente. Entrano cioè in funzione quando il livello dell’acqua nei canali comincia a salire troppo.
Ma dove non arriva il pubblico, a volte interviene il privato. E così, la famiglia Pedes di Olbia, titolare dello stabile che ospita, in via Cesti, l’asilo che frequentava anche la piccola Morgana (la bimba morta con la madre durante l’alluvione) ha deciso di fare tutto da sola e acquistare l’impianto. Non solo per tutelare i piccoli ospiti della struttura, ma per garantire protezione a un interno quartiere.
«Il sensore elettrico che abbiamo installato in un punto del rio Gadduresu - spiega la famiglia - è un paletto che “legge” il livello dell’acqua senza toccarla. Se il canale si riempie a metà, scatta un segnale acustico molto forte. Una sorta di sirena che avverte che l’acqua è arrivata a un metro e 40 d’altezza. La stessa altezza raggiunta il 18 novembre 2013, quando mancavano ancora 8 ore al disastro. Un tempo che sarebbe stato più che sufficiente per far rientrare a casa le persone e per mettersi al sicuro, per sgomberare le abitazioni al piano terra e per salvare il salvabile».
Ma il sensore non limita la sua funzione alla sirena e quindi non opera solo per stabilire i l livello dell’acqua raggiunto in caso di pioggia continua. La centralina invia sui cellulari anche due messaggi : uno a mezzogiorno e uno a mezzanotte. Grazie ai quali si può monitorare costantemente la situazione. «E infatti nei giorni di pioggia della scorsa settimana - continua la famiglia Pedes - siamo riusciti a sapere con tempestività che, nel giro di 48 ore, il livello dell’’acqua aveva raggiunto i 15 centrimetri. Il sistema funziona, è affidabile ma per un privato è anche costoso. Noi abbiamo speso 5mila euro. Che se per un’amministrazione pubblica possono essere pochi, per una famiglia, soprattutto in questo periodo, sono difficili da mettere insieme. Ma la sicurezza è una priorità. E non vogliamo arrivare a trovarci mai più in una situazione così grave e così tragica come quella che abbiamo vissuto un anno fa. Siamo stati contattati dal sindaco Giovannelli, dal quale è arrivato un forte ringraziamento per quanto abbiamo fatto. Ne siamo contenti. Ma siamo soprattutto contenti di aver fatto qualcosa di importante per un rione intero. Aggiungiamo però che lo stessa sistema potrebbe essere adottato in tutti i punti critici della città. Forse potrebbero bastare una decina di sensori , per far vivere più serene migliaia e migliaia di persone». (s.p.)
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