Ciclista muore travolto da una macchina
Raimondo Sanna, pensionato di 78 anni, percorreva la 131 Dcn verso Nuoro. L’investitore è accusato di omicidio colposo
OLBIA. Tradito dalla sua grande passione. Raimondo Sanna, 78 anni, di Olbia, è morto sul colpo. Travolto in sella alla sua bici da una Opel Zafira. Lo scontro è avvenuto poco dopo le 9 sulla quattro corsie che collega Olbia a Nuoro. L'impatto è stato violentissimo. Sanna pedalava in direzione Nuoro. Poco dopo il bivio per Trudda l'auto guidata da un agente di commercio, Gian Paolo Budroni, lo ha investito. L’urto con il lato destro della Zafira ha sbalzato Sanna e la sua bici in una scarpata, oltre il guard-rail. Budroni non è riuscito a fermare la corsa della sua auto. È stato lo stesso investitore a chiamare i soccorsi, purtroppo inutili. Il pensionato, cicloamatore dell'associazione dilettantistica “Zema bike” di Olbia è morto sul colpo. Troppo gravi i traumi riportati nell'impatto contro l'auto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Olbia, i carabinieri della stazione di Loiri e l'ambulanza del 118. Ora spetta ai carabinieri ricostruire la dinamica dell'incidente di ieri.
La quattro corsie Olbia-Nuoro alle prime ore del mattino è molto trafficata. Raimondo Sanna, a bordo della sua bici, percorreva il rettilineo dopo l'incrocio per Trudda, nel comune di Loiri. Più forte del suo documento anagrafico, Sanna era un grande sportivo e la bici una delle sue forti passioni. E ieri aveva approfittato della bella giornata per un allenamento solitario. Una sgambata di diversi chilometri sulla strada ricca di salite e discese. Equipaggiato di tutto punto, sulla sua bici gialla griffata Zema, il pensionato aveva cominciato a pedalare sulla quattro corsie, verso San Teodoro. Sulla stessa corsia di destra viaggiava l’agente di commercio a bordo della sua Zafira grigia. Per cause ancora da accertare, forse l’investitore è stato accecato dal sole, la macchina ha investito il ciclista. Lo schianto è stato molto violento. La bicicletta e Sanna sono stati sbalzati oltre il guard-rail, giù in un dirupo. Un volo tragico e senza possibilità di scampo. L'autista ha raccontato alle forze dell'ordine di essersi accorto della presenza del ciclista solo dopo aver sentito l'impatto. E di aver chiesto subito l’intervento del 118. Per più di un'ora il nome della vittima è rimasto sconosciuto. L'uomo non aveva documenti con sé, ma si capiva che era un cicloamatore. La sua bici con la scritta Zema, ha permesso di risalire al gruppo sportivo di cui era tesserato. I carabinieri sono riusciti a rintracciare il presidente dell'associazione sportiva dilettantistica, Giovanni Destro. Arrivato sul posto ha identificato Sanna.
Uno dopo l'altro sono arrivati i parenti della vittima. Una processione dolorosa. Il primo è stato il figlio Stefano. È stato lui a riconoscere il padre. Qualche minuto dopo è si è presentata la figlia. Non ha retto, il dolore l'ha vinta. È andata via tra lacrime e disperazione, urlando che c’era un errore, che l’uomo immobile giù per il dirupo non era il padre. Per recuperare il corpo di Sanna sono dovuti intervenire I vigili del fuoco. Si sono calati nella scarpata con delle corde.
La Procura ha formalizzato l’accusa di omicidio colposo nei confronti di Gian Paolo Budroni. Un atto dovuto. L’uomo è risultato negativo ad alcol e droga test. «Gian Paolo è fortemente provato per quanto è accaduto – dice Giampaolo Murrighile, il legale di Budroni –. Sta vivendo con profonda sofferenza quanto è successo e il dolore dei familiari».
Per tutta la mattina il traffico sulla quattro corsie in direzione Nuoro è stato rallentato per consentire alle forze dell’ordine di ricostruire l’incidente.
I funerali di Raimondo Sanna si svolgeranno questa mattina, alle 10,30, nella basilica di San Simplicio.
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