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Violenza sessuale, no al patteggiamento

di Marco Bittau
Violenza sessuale, no al patteggiamento

Il gip del tribunale di Tempio respinge l’istanza presentata da un muratore che per un anno ha massacrato la compagna

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OLBIA. Il bruto, picchiatore e violentatore di una donna indifesa, non può patteggiare. L’istanza ieri mattina è stata rigettata dal gip del tribunale di Tempio, Vincenzo Cristiano, che invece ha accolto la richiesta dei difensori di parte civile: i reati commessi sono tanti, troppi, troppo gravi e reiterati nel tempo per sperare in un patteggiamento della pena. Si va al processo e il bruto ora rischia grosso. Una pesante pena detentiva, prima di tutto. E poi un salato risarcimento dei danni. Legittima la soddisfazione degli avvocati Cristina e Abele Cherchi che nel giudizio assisteranno la povera donna vittima di un autentico calvario di violenze. Per lei la giustizia stava per diventare una beffa atroce. Il patteggiamento, infatti, fatalmente avrebbe chiuso a “tarallucci e vino” una vicenda gravissima e avrebbe anche estromesso la parte civile.

Il protagonista negativo di questa storia è un muratore di 49 anni, B.S., originario di Oristano ma da tempo residente a Loiri per ragioni di lavoro. L'uomo era stato arrestato poco più di un anno fa dai carabinieri con l'accusa di aver picchiato e violentato selvaggiamente l'ex compagna convivente. Le manette erano scattate dopo una lunga e meticolosa indagine. Il muratore, infatti, per lunghi mesi (forse un anno) aveva costretto la sua convivente ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà, minacciandola e bastonandola per imporre il silenzio. La donna, dopo mesi di violenze brutali, alla fine si era decisa a raccontare il suo calvario ai carabinieri della stazione di Loiri. E, soprattutto, si era decisa a denunciare l'uomo che, nel frattempo, si era definitivamente insediato nella sua casa. A quel punto era scattata l'inchiesta dei carabinieri che per mesi hanno lavorato in silenzio cercando e trovando riscontri ai fatti denunciati dalla donna. A cominciare dall’accertamento sanitario delle violenze e dei maltrattamenti subiti. A quel punto, chiuso il cerchio delle indagini, i carabinieri avevano chiesto e ottenuto dal magistrato una ordinanza di custodia cautelare in carcere che era stata eseguita, per la precisione, il 30 settembre 2013, a Loiri. Nella circostanza dell’arresto, i carabinieri avevano anche anche precisato che il muratore oristanese già in passato era stato protagonista di atti di violenza nei confronti di altri soggetti. Insomma, cronache alla mano, un soggetto davvero poco raccomandabile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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