La città dice addio a Raimondo Sanna
Folla ai funerali del ciclista investito sulla quattro corsie per Nuoro. E il parroco invita a pregare anche per l’investitore
OLBIA. Nel giorno dell'addio le lacrime per la morte di Raimondo Sanna, il ciclista di 78 anni travolto sulla Olbia-Nuoro, si mescolano ai ricordi. Il parroco Don Giovanni Debidda invita i figli di Sanna, sconvolti dal dolore, a non dimenticare la bellezza d'animo del padre. «Un uomo buono, generoso, che aveva deciso di vivere la vita dopo la pensione non seduto su una panchina a commentare il tempo con gli amici, ma di corsa, in sella a una bicicletta – ha detto don Debidda –. La vita buona e generosa di vostro babbo è l'eredità che vi lascia».
La comunità piange uno dei suoi figli, tradito dalla passione per la bici. Giovedì mattina Sanna percorreva la quattro corsie verso Nuoro in sella alla sua compagna a due ruote. Una pedalata solitaria come tante altre volte. Era tesserato dell’ associazione sportiva dilettantistica «Zema bike». Un quasi ottantenne solo all’anagrafe, fisico e spirito da ventenne, pronto a vivere la vita di corsa.
Poco dopo le 9 è stato investito da una Opel Zafira che viaggiava in direzione Nuoro. Forse accecato dal sole l’autista, Gian Paolo Budroni, agente di commercio di Olbia, lo ha investito. Un impatto violento che ha sbalzato il ciclista oltre il guard-rail, giù per un dirupo. Sanna è morto sul colpo. Inutili i soccorsi del 118. Al figlio è toccato il doloroso riconoscimento del corpo.
La Procura di Tempio ha proceduto a formalizzare l'accusa di omicidio colposo per Budroni. Un atto dovuto. E proprio per il giovane che involontariamente ha investito il pensionato, il parroco ha chiesto una preghiera. «Noi non siamo giudici di nessuno – ha ripetuto più volte don Debidda alla comunità di fedeli riunita nella basilica di San Simplicio –. Chiedo a tutti voi di rivolgere insieme a me una preghiera per l'investitore che in questo momento soffre per aver causato involontariamente l'incidente. Saranno le autorità a ricostruire quanto è accaduto e ad accertare le responsabilità. Il mio invito a tutti è quello della prudenza quando si va in macchina. Raimondo in questo era sempre molto attento. L'ho visto tante volte in sella sua bici pedalare a destra, sul ciglio della strada. Facciamo tutti attenzione».
Budroni è profondamente scosso per quanto è accaduto. Per lui parla l'avvocato Giampaolo Murrighile. «Il mio assisitito esprime profondo e sincero cordoglio per quanto è successo – dichiara –. La vicenda umana di entrambi le parti prevale in questo momento su quella giudiziaria. Adesso è doveroso tacere. Una forma di rispetto verso la sofferenza di tutti».
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