Nella notte vanno a fuoco le reti da pesca
D’AGULTU. A fuoco le reti da pesca della famiglia di Carlo Vitiello, decano della pesca all’Isola Rossa. I carabinieri cercano di capire se l’atto sia vandalico o abbia invece una natura...
D’AGULTU. A fuoco le reti da pesca della famiglia di Carlo Vitiello, decano della pesca all’Isola Rossa. I carabinieri cercano di capire se l’atto sia vandalico o abbia invece una natura intimidatoria. «Avevamo lasciato le reti da pesca vicino alla nostra abitazione – spiega Germano Vitiello, collaboratore assieme al fratello Tino nella storica attività del padre Carlo –. Dopo aver fatto alcune riparazioni siamo usciti in mare a pescare. Al rientro, intorno alle tre del mattino, siamo stati contattati dai carabineri di Trinità che mi chiedevano se le reti da pesca che andavano a fuoco fossero le nostre. Una volta a terra sono andato a verificare. Purtroppo erano le nostre. Due reti da strascico, una da 500 maglie, l’altra da 800, il cui valore ammonta a circa 10mila euro».
Vitiello è perplesso per l’atto di cui è stato fatto oggetto. Nessuna idea di chi possa essere l’autore. «Non sono in grado di dire come si sia sviluppato l'incendio, ma le reti erano poggiate a terra, non potevano prendere fuoco, se non con un'azione dolosa con versamento di liquido altamente infiammabile. Le fiamme sono state spente dai Carabinieri e anche se, da quando ho acquistato la nuova barca, abbiamo subito diversi danneggiamenti e furti, non ho assolutamente idea di chi possa aver fatto questo atto». Sconsolato il commento di Mauro Morlè, pescatore di Trinità. «Che io mi ricordi, e ho 54 anni, un fatto del genere non è mai successo. È molto grave e preoccupante». (r.s)
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