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Olbia

Trinità, la burocrazia affonda il Solitario

di Roberto Spezzigu
Trinità, la burocrazia affonda il Solitario

Il nuovo regolamento caccia il peschereccio della famiglia Vitiello dal porto dell’Isola Rossa. La barca è troppo grande

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D’AGULTU. Una grande barca, forse troppo, che naviga in balia di una tempesta burocratica. Quando, all'inizio del 2013, la famiglia Vitiello comprò il peschereccio “Solitario”, imbarcazione di 21 metri e 60 attrezzata per la pesca a strascico, il decano della pesca Carlo e i figli, Tino e Germano erano certi che avrebbero affrontato le insidie del mare in modo più sicuro. Non pensavano certo di dover affrontare un pericolo più insidioso del mare: la burocrazia. Il “Solitario” è troppo grande per il porto di Isola Rossa. Lì non può stare.

Ora la famiglia di pescatori del borgo marinaro, negli ultimi decenni trasformatosi in centro turistico costiero, vive una odissea. A rischio la loro attività fonte di sostentamento per tre famiglie. «Noi vogliamo stare qui e lavorare all'Isola Rossa – spiega Carlo Vitiello, 70 anni, origini ponzesi, una vita dedicata al mare –. Ma tra un po’ saremo costretti a cessare la nostra attività. Abbiamo già messo in vendita la barca, non è però facile venderla».

I problemi della famiglia Vitiello nascono con l’acquisto del Solitario nel 2013. «Abbiamo comprato questo peschereccio con un notevole sforzo economico, per cercare di migliorare la nostra attività - racconta –. Prima di procedere abbiamo chiesto il parere, in modo formale, all'allora direttore-responsabile della gestione del porto, Roberto Pirodda. Ci ha risposto, in forma scritta, con parere favorevole. Per diversi mesi abbiamo potuto ormeggiare e stazionare nel porto senza nessun problema. Ma con il cambio ai vertici del porto e l’arrivo dell'attuale responsabile, Jeanne Francine Murgia, le cose sono cambiate. Murgia ha redatto un regolamento sugli ormeggi, firmato dalla capitaneria, che dettano le nuove regole per la sicurezza». Il regolamento taglia fuori il Solitario dal porto. «Stabilisce infatti che non possono stare all’interno del porto dell'isola Rossa imbarcazioni superiori ai 20 metri, e per la pesca superiori ai 16 – sottolinea Vitiello –. Una norma che non tiene conto che noi ormeggiavamo prima del nuovo regolamento. Inoltre non si tiene conto che questa marina non è solo esclusivamente turistica. Ma è stata costruito, con i fondi europei, per i pescatori dell'Isola Rossa».

La soluzione per il Solitario è ancora in alto mare. «Abbiamo elaborato due proposte e le abbiamo inviate sia alla capitaneria sia all'Unione dei comuni, l’ente che gestisce il porto, sia al comune di Trinità d'Agultu, che è sempre stato al nostro fianco e ha sollecitato al gestore una soluzione immediata. Purtroppo però nulla è cambiato nonostante la richiesta del Comune». I Vitiello hanno messo nero su bianco due soluzioni fattibili. «La prima consiste nel concedere sette posti, dei 17 a disposizione dei pescatori nel molo G dove ne sono occupati 10, in cambio di un posto d'ormeggio, così da non alterare il piano economico-finanziario nè logistico e della sicurezza. La seconda prevede la rimozione di alcuni massi rocciosi nel Molo H sopraflutto, così da rendere agibili altri due posti, il 51 e 52. Un provvedimento che permetterebbe di incrementare le entrate senza danneggiare il piano d'ormeggio e della logistica».

La famiglia Vitiello spera ancora in una soluzione che consenta la convivenza nel porto delle barche da turismo e dell’antica tradizione della pesca, orgoglio dell’Isola Rossa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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