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L’amministratore di Villa Carruba rinuncia al riesame

L’amministratore di Villa Carruba rinuncia al riesame

TEMPIO. Stefano Valentini, il legale torinese che assiste Francesco Lavorato, l’amministratore di Villa Carruba finito in carcere, tre settimane fa, con l’accusa di corruzione ha rinunciato al...

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TEMPIO. Stefano Valentini, il legale torinese che assiste Francesco Lavorato, l’amministratore di Villa Carruba finito in carcere, tre settimane fa, con l’accusa di corruzione ha rinunciato al ricorso al tribunale del riesame. Il motivo per il quale il penalista torinese abbia modificato radicalmente la propria strategia difensiva non è noto, ma probabilmente lo ha fatto per allinearsi alle iniziative intraprese dai legali degli altri due arrestatati, l’architetto arzachenese Antonello Matiz e il geometra nuorese Fabrizio Maccioni. I quali, difesi dagli avvocati Filippo e Gerolamo Orecchioni e Angelo e Jacopo Merlini, hanno presentato le loro memorie difensive al gip, dopo l’interrogatorio che si è tenuto la scorsa settimana in tribunale nel quale hanno ribadito la perfetta estraneità a qualsiasi situazione di illiceità nella richieste e concessione di concessioni edilizie. L’arresto dei tre disposto dalla procura della Repubblica di Tempio sarebbe legato ad una presunta tangente da 20 mila euro che Francesco Lavorato avrebbe elargito, tramite Fabrizio Maccioni, all’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune di Arzachena Antonello Matiz al fine di ottenere l’autorizzazione ad ampliare per il 60 per cento le cubature di Villa Carruba, a Romazzino. La villa è di proprietà di una immobiliare russa e viene ceduta in locazione, ogni estate, agli oligarchi legati alla nomenclatura di Mosca. (g.p.c.)

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