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Olbia

Sicurezza, la polizia locale userà i droni

di Antonello Palmas
 Sicurezza, la polizia locale userà i droni

Il comandante Serra: presto saranno utilizzati per i controlli più disparati, dagli abusi edilizi alle intercettazioni ambientali

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OLBIA. Le telecamere in centro sono state determinanti per smascherare gli autori del raid vandalico di sabato notte, così come la collaborazione della cittadinanza, evidentemente più matura di quanto si pensi e giustamente stufa di vedere la città in mano ai teppisti non appena fa buio. Ma la polizia locale va già oltre: sta pensando a una sicurezza 2.0, all’avanguardia. L’occhio degli agenti potrà arrivare praticamente ovunque. Ebbene sì, il comando di Poltu Cuadu sta per dotarsi nientemeno che dei droni.

«Le telecamere sono utili, ma la tecnologia è in continua evoluzione e il futuro è ora – spiega il comandante Gianni Serra – . Una società che collabora con noi metterà a disposizione i piccoli apparecchi volanti. Potremo effettuare qualunque tipo verifica, ad esempio in caso di abusi edilizi, invece che usare velivoli per scattare foto aeree, operazioni che hanno costi notevoli, useremo i droni con una spesa abbordabile. Ma saranno utili anche per intercettazioni di natura ambientale, dentro aree private. Naturalmente ogni utilizzo sarà sempre autorizzato dall’autorità giudiziaria».

In attesa del Grande fratello in divisa, si punta comunque a perfezionare il sistema di videosorveglianza nei punti nevralgici che – dice Serra – anche in occasione dell’indagine sul raid vandalico ha mostrato la sua grande utilità e su cui Olbia sta investendo. «In piazza Matteotti, ad esempio, da poco c'è un sistema di telecamere di grande efficacia. Stiamo estendendo la loro presenza ad altre zone, oltre che al centro storico: nella rotatoria del cimitero in via Roma, ad esempio, è già in funzione un potentissimo obiettivo ad alta definizione in grado di riprendere 24 ore su 24 tutte le targhe dei veicoli in ingresso e in uscita dalla città».

Serra vanta poi la scelta della Procura di dare il permesso di diffondere le immagini sul raid, «fatto determinante che ci ha permesso di risalire agli autori». Decisiva la collaborazione degli olbiesi «sin dal primo momento, quando sul sito web della Nuova sono apparse quelle scene così “forti”, con il conducente dell’auto immortalato in pieno viso. Non si parlava d’altro, il filmato ha fatto molto scalpore e parecchi ci hanno dato informazioni che sono state determinanti. Li ringraziamo tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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