Innocenzi: «Sicurezza, bisogna lottare»
Il segretario nazionale della Consap: tanti tagli annunciati per la polizia ma la battaglia non è persa, si muovano i politici
OLBIA. «Non è ancora una battaglia persa. E i presìdi e i reparti di polizia che si vorrebbero cancellare, possono essere salvati. Ma serve una grande mobilitazione, che coinvolga in particolare i politici e i cittadini».
Il messaggio, forte e chiaro, è del segretario nazionale della Consap Giorgio Innocenzi, arrivato in Gallura (ha presieduto una conferenza all’hotel Cavour) per definire le strategie di contrasto al piano del ministero dell’Interno che prevede la cancellazione di 251 posti di polizia sparsi in tutto il territorio nazionale, una fetta dei quali in Sardegna e in Gallura in particolare. «Un piano - ha detto Innocenzi - nel quale si parla spesso della necessità di rimodulare e razionalizzare. Termini che ingannano l’opinione pubblica perché qui si parla solo di tagliare la sicurezza. E il problema è che la scure si abbatte proprio sui poliziotti che con sacrificio e impegno lavorano sul campo. E poi si taglia anche su specializzazioni e servizi che non costano nulla. Che senso ha, ad esempio, tagliare la polizia postale che ha un costo pari a zero e che oggi è impegnata a contrastare tra i reati più diffusi, come quelli informatici? Insomma, il ministero sta attuando un piano scellerato che non tiene conto dei territori, delle loro esigenze e delle emergenze. E’ un piano fatto da burocrati che non conoscono le realtà che si vanno a colpire».
Innocenzi è però convinto che ci siano le possibilità e le condizioni per salvare la squadra sommozzatori di Olbia, le squadre nautiche di Olbia e Palau, il posto di polizia ferroviaria di Golfo Aranci e il resto dei presìdi a rischio in diverse zone della Sardegna che ora sono a rischio. «In città come Olbia, Cagliari e Oristano, ma anche in centri come Palau e Porto Torres che dal mare traggono sostentamento - ha scritto la Consap in una nota -, non si può pensare di eliminare le squadre nautiche. E’ come se non servisse più effettuare alcun soccorso. Stesso discorso per i sommozzatori: quello di Olbia è l’unico reparto subacquei di corpi dello Stato del nord Sardegna, ad eccezione di un esiguo numero presente a Sassari».
Ma ogni taglio, ha ripetuto più volte il sindacato, può essere ancora evitato. Purché la politica si muova. «C’è ancora tempo per trattare e ottenere - ha aggiunto Innocenzi -, almeno sino a primavera inoltrata. Lo dico anche perché ci sono precedenti. I commissariati di Frascati, Colleferro e Marino dovevano essere chiusi. Si sono mobilitati i sindaci, ha fatto sentire la sua voce la popolazione e il piano è stato modificato. Questi commissariati non verranno eliminati. La stessa cosa dobbiamo fare per la Gallura».
Anche da parte della Consap è arrivata la solidarietà ai lavoratori di Meridiana. «Pure io mi sento un esubero» , ha detto Efisio Lecca, segretario regionale della Consap. E proprio Lecca ha ricordato un vecchio slogan: «“La polizia tra la gente”. Mi sembra, però, che di polizia ce ne sia sempre meno». «Ed è questo il pericolo - ha dichiarato il segretario provinciale Massimiliano Pala -. Senza poliziotti, non si può garantire la sicurezza. Ecco perché incontreremo presto anche i consiglieri regionali e chiederemo loro prese di posizioni forti».
Alfonso Iovieno, delegato per la squadra nautica di Olbia, ha ricordato il lavoro di alcuni specialisti durante l’alluvione. «Un sommozzatore e due uomini della nautica, grandi conoscitori del territorio, intervennero a Monte Pino, dove morirono tre persone. Ebbene, quei poliziotti esperti hanno ricevuto encomi solenni. E ora, come se nulla fosse, si vuole disperdere una professionalità enorme. Non possiamo permetterlo».
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