La lotta degli studenti continua
Prosegue l’occupazione al Mossa e al Gramsci. Scoppia la polemica fra la Cgil e la preside del classico
OLBIA. La lotta continua. La battaglia per una scuola più giusta e dignitosa corre ancora sul binario tracciato dagli studenti. Da ieri sera, comunque, c’è una novità: i ragazzi del liceo artistico hanno terminato l’occupazione dell’istituto di via Modena. Questo perché sono riusciti a individuare una nuova forma di protesta insieme a diversi genitori. Prosegue invece l’occupazione dei licei Mossa e Gramsci. E proprio al classico-linguistico è scoppiato un caso estraneo al mondo studentesco. Il segretario provinciale della Cgil scuola, Franco Dore, ha infatti accusato la dirigente del Gramsci, Elisa Mantovani, di comportamento antisindacale.
Occupazione finita. Ieri sera gli studenti del liceo artistico De André hanno inaugurato una bella mostra e allo stesso tempo hanno messo la parola fine all’occupazione dell’istituto. «Ma continueremo a farci sentire» dicono le rappresentanti Simona Olla e Claudia Bulciolu. Hanno infatti ottenuto un incontro con la dirigenza scolastica aperto anche a decine di genitori, che affiancheranno così i ragazzi in questa battaglia per una scuola diversa. Gli studenti dell’artistico, che hanno pure scritto alla Provincia, evidenziano diverse problematiche: ascensore fuori uso, laboratori inadeguati, infissi danneggiati, infiltrazioni, mancanza di una palestra, insufficienza di strutture per disabili. Da poco hanno però saputo dell’esistenza di progetti relativi alla sistemazione esterna della scuola e alla creazione di un campetto polivalente. Ma i ragazzi pretendono di conoscere i tempi di intervento.
La Cgil contro il preside. Tutto è accaduto mercoledì. «La preside ha avuto un comportamento anti sindacale, non ci voleva far riunire» attacca Franco Dore, segretario provinciale della Cgil scuola, riferendosi alla dirigente del Gramsci Elisa Mantovani. «Da giorni avevamo chiesto l’aula magna della scuola per un’assemblea sindacale insieme alla Uil – spiega Dore -. L’aula ci era stata concessa. Poi gli studenti martedì hanno occupato la scuola, ma ci hanno comunque assicurato che avrebbero lasciato tutto pronto per noi». Ma mercoledì mattina, il giorno dell’assemblea, in programma alle 11.30, è accaduto il fatto che ha mandato su tutte le furie Dore. «Poco prima abbiamo saputo che la preside si stava opponendo all’assemblea, visto che la scuola era occupata e lei non voleva prendersi alcuna responsabilità. Sono arrivato al Gramsci ed era tutto vero. Alcuni collaboratori della preside ci stavano impedendo di entrare in aula magna. Tutto questo davanti a una dirigente nazionale. Alla fine siamo riusciti a entrare, ma a quel punto un tecnico, su ordini della dirigenza, non ha acceso l’impianto di amplificazione. Abbiamo dovuto svolgere la nostra assemblea senza microfoni». Poi il sindacalista rincara la dose: «Noto che la preside porta avanti anche un atteggiamento sbagliato nei confronti degli studenti, non cerca il dialogo con loro». Dore ha inviato una nota all’Ufficio scolastico regionale.](d.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
