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Olbia

Arru: «Ospedali, non ci saranno tagli»

L’assessore regionale è intervenuto al convegno Acoi che si è svolto al President: «Riqualificare non significa cancellare»

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OLBA. «Quando sono arrivato in Alta Gallura, ho trovato amministratori incatenati e gruppi che mi accusavano di voler cancellare il Paolo Dettori».

Parte da qui, Luigi Arru, assessore regionale alla Sanità, per spiegare che «ci si sta muovendo nel modo sbagliato. E’ tutto da decidere, tutto da stabilire. Ma nessuno vuole cancellare gli ospedali. E questo è il primo punto. Secondo: basta parlare di tagli. Qui si deve entrare nell’ottica della riorganizzazione. Che significherà accorpare i servizi (andando a migliorare le prestazioni offerte dagli ospedali in base alle casistiche) e potenziare l’offerta sanitaria del territorio».

L’assessore Arru ha parlato al congresso organizzato dall’Acoi (l’associazione dei chirurghi ospedalieri italiani di cui è presidente Luigi Presenti, primario di Chirurgia del Giovanni Paolo II) davanti a decine e decine di specialisti di tutta Italia che hanno affrontato il tema dei tumori del colon retto.

Un’occasione che, per Arru, è stata utile anche per «fare un po’ di chiarezza. Lo ribadisco: non si tocca nessun ospedale ma, in futuro, si chiederà di concentrare l’attenzione su quelle che sono le reali necessità. E quindi: riqualificazione dei presìdii e miglioramento dei servizi nel territorio. Ci sono zone, in Sardegna, talmente isolate (dove non ci sono neppure i medici di base) che per raggiungere un pronto soccorso impiegano un’ora. Non è ammissibile. Ovviamente, per noi, i tempi sono stretti ed entro il 31 dicembre dovremo presentare un modello di rete ospedaliera, altrimenti andremo a perdere una somma pari a 260 milioni di euro».

Ed ecco il caso delle Asl e dei futuri distretti. «Tante polemiche e fortissime opposizioni di fronte a un disegno su cui ancora si deve discutere. Partiamo sempre dall’unica e vera priorità: noi dobbiamo garantire il diritto alla salute. E ciò che conta, dunque, è migliorare i servizi e l’offerta sanitaria. Detto questo - aggiunge l’assessore - , il trend nazionale è quello di ridurre le Asl. Supponiamo, ed è chiaramente un esempio per dare meglio l’idea, che in Sardegna si crei un’unica Asl. Una o dieci non fanno differenza. Ridurre il numero delle aziende non significa e non significherà depotenziare i territori».

Arru ha sottolineato spesso l’importanza di fare sinergia e di operare in perfetta integrazione: lo ha fatto riferendosi a una maggiore collaborazione tra chirurghi ospedalieri e universitari, ma anche parlando di sanità privata e pubblica. E a proposito di sanità privata e, quindi, di ex San Raffaele, Arru è stato telegrafico. «La Regione, che ha sempre sostenuto il progetto, ha ormai fatto la sua parte. Chiarissimo anche il sottosegretario Del Rio: ha detto che con l'investimento della Qatar Foundation, si sta andando avanti ed entro la fine dell’anno si chiuderà tutto. Resta solamente il problema dell’acquisizione dei terreni, ma nulla dipende più da noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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