Ospedali, il lavoro in rete per fare un salto di qualità
Il tema in primo piano nell’incontro organizzato dall’associazione dei chirurghi Presenti: «Parametri in miglioramento, la Gallura merita grande attenzione»
OLBIA. L’Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, attraverso il Programma nazionale esiti (Pne), valuta quelle che sono le criticità di un ospedale sia in relazione al volume di attività, sia in base ai risultati delle cure. Ebbene, se la Sardegna (ma non è l’unica) presenta nel suo complesso parametri non eccellenti (come ha detto Marina Davoli, direttore scientifico del Pne -, la Gallura non è messa così male.
È stato sottolineato anche questo aspetto, sabato scorso, all’incontro regionale organizzato dall’Acoi, l’associazione chirurghi ospedalieri italiani. «Ed è da qui che bisogna partire - ha precisato Luigi Presenti, primario di Chirurgia e presidente del collegio italiano dei chirurghi - per ribadire una volta di più che secondo il Pne, i parametri della nostra Asl sono in miglioramento. C’è un aumento dell’appropriatezza delle dimissioni precoci in tutti i reparti, non si registrano lunghe degenze e, di conseguenza, il tasso di occupazione dei posti letto è in linea con quanto stabilito dalla Regione».
Rete ospedaliera. «Un quadro positivo di fronte al quale, nel momento in cui la Regione riorganizza la rete ospedaliera, Olbia e tutta la Gallura (con i suoi tre ospedali) dovranno avere spazi e attenzione adeguati. Ma, nello stesso tempo, - prosegue Presenti -. bisogna rafforzare la sinergia e l’integrazione tra i vari ospedali. Questo discorso vale a livello territoriale, per sostenere che la riorganizzazione deve valorizzare (e qui è compreso anche l’ospedale Paolo Dettori di Tempio) e non penalizzare nessun presìdio, ma deve valere anche a livello regionale con la creazione di una rete che possa contare su centri di riferimento per le patologie rare o particolarmente gravi. Questo per evitare (ome accade nel 50 per cento dei casi di tumori al polmone, tanto per fare un esempio) che si continui a registrare una mobilità passiva alta». Ma la sinergia deve andare anche oltre e il riferimento, in questo caso, è all’ex ospedale San Raffaele, oggi Mater Olbia. «L’importante, e questo è sempre bene ribadirlo, è che la sanità privata - dice ancora Presenti - non sia una sostituzione ma un’aggiunta».
Nuove idee. Per fare buona sanità (pubblica), ci vogliono anche nuove idee, è stato detto nel corso del convegno. E così tutti si sono trovati d’accordo (compreso l’assessore regionale della Sanità Luigi Arru) sulla proprosta di creare di un vero e proprio laboratorio di sviluppo di nuove idee nell’ambito di una più ampia riorganizzazione sanitaria.
All’incontro di sabato scorso, che si è svolto nel salone dell’Hotel President (presidente dei lavori Renato Mura, moderatori Leonardo Delogu e Sergio Gemini), hanno partecipato chirurghi di tutta la Sardegna e diversi specialisti arrivati dalle varie zone dell’Italia. E si è andati ben oltre, quindi, il tema principale in discussione. Ovvero: la chirurgia dei tumori del colon retto.
Liste d’attesa. Per il primario del reparto di chirurgia dell’ospedale Giovanni Paolo II, è stata anche l’occasione per parlare del suo reparto. «Gli interventi chirurgici, guardando i dati dei primi sei mesi di quest’anno e lo stesso periodo dell’anno passato, sono in aumento. Ma è soprattutto aumentata la complessità dell’intervento. Un fatto, questo, che va a penalizzare quelli che sono gli interventi di routine. E così, per un’ernia, bisogna aspettare anche più di un anno. Mi vergogno di questa situazione, perché dobbiamo dare la stessa risposta a tutti - chiude Luigi Presenti -, ma le risorse disponibili non consentono di provvedere a un adeguamento del personale». (s.p.)
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