La polizia locale: «Si poteva salvare con cure obbligate»
I servizi sociali del Comune e la polizia locale conoscevano bene “Robertino”. Più volte si erano occupati di lui, ma per salvargli la vita occorreva qualcosa di più. Non ha dubbi Gianni Serra,...
I servizi sociali del Comune e la polizia locale conoscevano bene “Robertino”. Più volte si erano occupati di lui, ma per salvargli la vita occorreva qualcosa di più. Non ha dubbi Gianni Serra, comandante della polizia locale: «Un trattamento sanitario obbligatorio sarebbe servito a toglierlo dalla strada e impedire quella che a tutti gli effetti è una tragedia annunciata». Il povero barbone era seguito dal Comune e dal servizio Serd della Asl, per ben due volte era stato ospitato in un alloggio della Rsa “Sole di Gallura”, in via Tavolara, ma dopo qualche giorno lui firmava il foglio di dimissione e ritornava per strada. «I nostri agenti in servizio in via Vittorio Veneto e dintorni – aggiunge il comandante Serra – lo vedevano e conoscevano i suoi problemi e il suo comportamento, le difficoltà a rapportarsi con il mondo che lo circondava. Di certo non poteva restare così, abbandonato tra una panchina e una casa rifugio. Lui rifiutava qualunque tipo di intervento di soccorso e, dunque, solo un trattamento sanitario obbligatorio avrebbe potuto impedirgli di farsi del male.(m.b.)
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