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Olbia

Cgil e Uil: «La Gallura unita dalla crisi»

Cgil e Uil: «La Gallura unita dalla crisi»

Corteo in città nel giorno dello sciopero generale, un no ai campanilismi. La vertenza Meridiana tra i temi più rilevanti

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OLBIA. Nello sciopero generale in Italia, ecco quello della Gallura. Unita. Il messaggio che Cgil e Uil lanciano è questo, dopo la manifestazione di ieri a Olbia in concomitanza con quella nazionale contro il Jobs act, la riforma del mercato del lavoro voluta da Renzi: che non ci sono due Gallura, divise tra Olbia e Tempio, ma una sola.

«Non esiste più la Gallura come locomotiva della Sardegna - dice Fabio Spano, segretario provinciale della Cgil, dal palco di piazza Regina Margherita -. La crisi è arrivata anche qui, anche noi dobbiamo cominciare a farlo capire a tutti. Dobbiamo alzare la voce».

Lo sciopero è andato bene, con un bel numero di lavoratori, pensionati, studenti in marcia lungo le vie della città. Partenza davanti al municipio, poi tutti in via Redipuglia, in via Roma, in corso Umberto e poi in piazza Regina Margherita. Bandiera della Cgil, rappresentata da tutte le categorie, dai trasporti al turismo alla funzione pubblica, e della Uil. In mezzo anche lavoratori di alttre sigle, come i Cobas di Meridiana, e l’associazione Ali, sempre della compagnia aerea.

E ovviamente uno dei temi principali è stato proprio quello dei licenziamenti, sempre più vicini, dell’azienda dell’Aga Khan. Sul palco ha preso la parola Fabrizio Serra, da 25 anni in Meridiana, da sempre nella Cgil. Eletto nella rsa della Filt, ha parlato non della sua posizione ma di quella di tutti i colleghi, chiedendo che la vertenza diventi di interesse nazionale. È uno dei modi per cercare, con la mediazione della Regione sarda e del Governo, una soluzione meno dolorosa, meno drammatica. Anche perché proprio Cgil e Uil, a livello regionale e provinciale, sono gli unici due sindacati che hanno ringraziato la giunta Pigliaru, le cui proposte, con la Ct2 e la Ct3, potrebbero permettere a Meridiana di recuperare la maggior parte dei dipendenti in Sardegna. Che ieri erano presenti alla manifestazione.

Tanti poi gli altri temi trattati, dalla sanità alle altre realtà produttive. Per passare alla scuola e agli istituti che hanno bisogno di interventi strutturali importanti per aumentare la capienza delle strutture e in alcuni casi anche per mettere riparo ai danni causati dall’alluvione. Ha preso la parola uno studente, Antonio Virdis, del liceo scientifico, per dire: “Noi siamo contro il menefreghismo, vogliamo impegnarci per la scuola, l’unico modo per creare un futuro».

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