La Nuova Sardegna

Olbia

Il no di Luras all’Imu agricola: è un furto

di Sebastiano Depperu
Il no di Luras all’Imu agricola: è un furto

Gli assessori Giua e Menconi: «Il pagamento è solo rinviato. Sarà la mazzata finale per un settore già in ginocchio»

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LURAS. Non c'è niente da fare: l'Imu agricola s'ha da pagare. Lo Stato ha deciso così e non si torna indietro. Si pagherà a gennaio.

A Luras, questo si è capito quando in Comune è arrivato il decreto che le casse dell'Ente avrebbero ricevuto 55.481 euro in meno dallo Stato ma che si devono recuperare con le nuove tassazioni sui terreni agricoli. Gli amministratori non l'hanno presa bene.

I due assessori interessati dicono la loro: Piero Giua, vicesindaco con la delega all'Ambiente e Rosario Menconi titolare dell'Agricoltura e alle Attività Produttive. «E' un furto autorizzato dallo Stato - dice Piero Giua -. Anzi. Una rapina che ci fanno e che ci fa diventare degli esattori per conto dello Stato. E' una vergogna. Io darei le chiavi dei Comuni ai Prefetti, che amministrino loro in queste condizioni». Anche Menconi è sulla stessa lunghezza d'onda del collega di giunta: «Abbiamo fatto di tutto per abbassare le tasse in paese, paghiamo meno che negli altri centri - spiega - e, adesso, ci impongono questa tassa. Ci chiederanno sicuramente la retroattività: è incostituzionale».

Piero Giua estende il raggio del suo pensiero: «Sono tasse su tasse. E' una vergogna. E non si pensa a un settore, quello agricolo appunto, già in ginocchio per diversi motivi. Gli vogliono dare la mazzata finale? Si parla tanto di prodotti a chilometro zero. E poi? Quanto verrà a costare un prodotto coltivato? Così, si farà scappare la gente e i giovani dal lavorare in campagna e per la campagna. C'è anche chi ha ricevuto dei terreni in eredità e, magari, vive da una piccola pensione. Cosa deve fare? Pagare o morire di fame?».

Poi, i due assessori pensano, anche, alla clausola dell'Imu agricola che esonera dal pagamento i Comuni che hanno la casa comunale al di sopra di 600 metri.

«E' veramente assurdo e ancor più vergognoso - dicono i due irritati -: allora, spostiamo la sede in un punto oltre i 600 metri e non paghiamo. Scendiamo tutti in piazza con i forconi e, tutti i Comuni uniti, spostiamo le nostre sedi dei Municipi sul monte Limbara, così nessuno paga. E' l'assurdo dell'assurdo. Invece di aiutare i piccoli Comuni si pensa al "Salva Roma" e si rubano i soldi ai cittadini onesti che lavorano sempre onestamente e fanno grandi sacrifici per andare avanti e per pagare queste assurde tasse che lo Stato impone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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