Fresi, delegato alla Cultura: «Difendiamo i nostri valori»
ARZACHENA. «Intervengo, senza alcuna polemica, proponendo una riflessione che credo interessi ciascuno di noi» scrive Antonello Fresi, delegato comunale alla Cultura dopo il divieto del precetto...
ARZACHENA. «Intervengo, senza alcuna polemica, proponendo una riflessione che credo interessi ciascuno di noi» scrive Antonello Fresi, delegato comunale alla Cultura dopo il divieto del precetto nella scuola media di Abbiadori in orario scolastico. « È vero: la nostra comunità da più di 50 anni ha indossato la veste dell'internazionalità - scrive Fresi -. Giustamente si è scritto che la Costa Smeralda nacque da un'idea e un'azione che potremmo definire "multietniche", il cui successo e la cui forza è obbligatoriamente da ricercarsi anche nel rispetto che si ebbe del popolo e delle sue tradizioni. Forse oggi i tempi sono cambiati e forse lo siamo anche noi, ma alcuni avvenimenti continuano a non lasciarci indifferenti, specie quando coinvolgono il nostro intimo - continua Fresi -. Perché per difendere i diritti di alcuni - spesso minoranze -, si devono per forza ignorare, se non addirittura calpestare, i diritti già consolidati di altri? Perché, in nome del rispetto dell'altrui credo si pretende, spesso solo dai cristiani, di rinunciare alla pratica della propria fede? Siamo davvero sicuri che, se in nome dell'integrazione - che indiscutibilmente deve esserci - rinnegassimo le nostre origini, e il nostro credo, ci trsformeremmo in un popolo migliore e più accogliente? Nella storia apprendiamo che i grandi popoli sono tali perché uniti soprattutto da forti elementi identitari. Mi chiedo se, per creare davvero una realtà multiculturale continuando ad essere un grande popolo, non dovremmo partire col rispettare di più noi stessi, la nostra tradizione, la nostra cultura ed il nostro credo».
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