È ancora polemica sul no alla messa di Natale a scuola
ARZACHENA. Plaude alla decisione della direzione didattica della scuola media di Abbiadori di non celebrare il precetto di Natale in classe. L’Unione atei e agnostici razionali di Sassari ritiene che...
ARZACHENA. Plaude alla decisione della direzione didattica della scuola media di Abbiadori di non celebrare il precetto di Natale in classe. L’Unione atei e agnostici razionali di Sassari ritiene che la decisione dell’istituto sia semplicemente coerente con l’articolo 7 della Costituzione che recita “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”. «Ciò non significa che la Chiesa può disporre dei servizi dello Stato per diffondere la sua dottrina, in particolare nelle scuole pubbliche. Lo Stato deve essere laico», spiega l’Uaar in una nota. La pensa diversamente il consigliere di minoranza e insegnante, Tore Mendula. «Va bene la tolleranza, l’integrazione, il rispetto delle religioni – commenta –. Ma non credo sia giusto che i nostri figli rinuncino alle loro tradizioni, alla loro fede, alla loro identità per paura di urtare una minoranza di bambini che non sono cristiani. Ho profondo rispetto della diversità religiosa, ma vorrei che questo principio fosse reciproco. Quando andiamo nei paesi musulmani ci poniamo nei confronti di quella religione con rispetto, adeguandoci alla loro fede. Integrazione e tolleranza, non significa rinunciare alla nostra identità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
