Risarcimenti per le auto, 450 domande
Settimane di super lavoro per la polizia locale chiamata a certificare il danno subito dalle macchine durante l’alluvione
OLBIA. Una corsa contro il tempo e la burocrazia. La polizia locale è al fianco dei cittadini alluvionati per tagliare insieme il traguardo del 31 dicembre. L’ultimo giorno del mese scadrà il bando della Croce Rossa che assegna i contributi a chi ha perso nel fango la propria macchina. In due settimane il nucleo di vigilanza ambientale ha completato 450 istruttorie. Un lavoro difficile, di verifica e certificazione, che ha spinto il comandante della polizia locale, Gianni Serra, a potenziare il personale del Nucleo ambientale coordinato dal capitano Sabrina Pitzalis. I requisiti del bando della Croce Rossa per ottenere il contributo di 800 euro sono severissimi. La mancanza di un solo documento può rendere nulla la domanda. Fondamentale la certificazione dei vigili. Esclusi dal bando i mezzi considerati di lusso, oltre i 2mila di cilindrata e 180 cavalli.
Carte e lamiere. La montagna di lamiere di fango al molo Cocciani è una delle immagini simbolo del disastro di Cleopatra. Più di settecento le macchine in fila nel piazzale del porto industriale, trasportate lì il giorno dopo il disastro per liberare strade, fiumi, canali. Il pellegrinaggio dei proprietari fino allo scalo merci per il riconoscimento della propria auto, è durato mesi. Dopo un anno molti cittadini avevano anche perso la speranza di ricevere il risarcimento. Ma l’apertura del bando della Croce Rossa, con un milione di euro a disposizione, ha riacceso le speranze.
La procedura. Il bando prevede che i danneggiamenti delle auto dichiarati dai cittadini siano certificati dall’autorità comunale. Ma la verifica delle macchine affogate nel fango o danneggiate dall’acqua non era certo la priorità della polizia locale all’indomani dell’alluvione. In una città in emergenza, in cui centinaia di famiglie avevano perso la casa e gli affetti, le priorità erano altre. «Non appena è stato pubblicato il bando della Croce Rossa è emersa in tutta la sua complessità l’esigenza dei proprietari di auto – spiega il comandante Serra –. Serviva una procedura di certificazione snella, ma allo stesso tempo efficace e inconfutabile. Da qui il prezioso lavoro del nucleo di vigilanza ambientale a cui i cittadini devono presentare la documentazione delle auto distrutte o danneggiate, allegando il certificato di rottamazione rilasciato dai centri autorizzati nel primo caso, le fatture delle riparazioni nel secondo. Il nostro compito è incrociare questi dati con i luoghi di residenza, per verificare se quelle zone siano state effettivamente raggiunte dall’acqua e con i primi moduli di risarcimento presentati al Comune».
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