La Nuova Sardegna

Olbia

Calangianus, “Pasca di Natali” fa rivivere Luccareddha

Calangianus, “Pasca di Natali” fa rivivere Luccareddha

CALANGIANUS. Un primo obiettivo la manifestazione “Pasca di Natali in carrera” promossa dall’associazione “Contiamoci” l’ha senz’altro raggiunto: far rivivere almeno per una sera l’antico quartiere...

2 MINUTI DI LETTURA





CALANGIANUS. Un primo obiettivo la manifestazione “Pasca di Natali in carrera” promossa dall’associazione “Contiamoci” l’ha senz’altro raggiunto: far rivivere almeno per una sera l’antico quartiere di Luccareddha. Centinaia di persone sono accorse a vedere i vecchi cortili, da molti mai visitati, le piccole e antiche cantine, gli angoli chiusi da tempo, gli spazi nascosti fra erbacce e fatiscenza.

Per una sera qui è tornato tutto come un tempo: vi erano rappresentati i laboratori dei vecchi mestieri con gli attrezzi da lavoro recuperati chissà dove, c’erano vecchi tavoli di vendita, le attrezzatura dei laboratori di sughero, ormai scomparsi. Poi l’angolo più ammirato: sotto la tettoia di una vecchia stalla ecco Giuseppe e Maria, protagonisti di un singolare presepe vivente, seduti con in braccio un pupo, all’interno di una struttura che presentava un campionario di attrezzi e strumenti della civiltà contadina. Anche alcune case del quartiere, al piano terra, erano state riaperte per mostrare agli stupiti giovani moderni e ai compiaciuti anziani ciò che caratterizzava gli ambienti di una casa, dalla cucina alla camera da letto, alla dispensa.

Tutto invitava a fare una passeggiata indietro nel tempo e forniva la giusta idea di cone si sviluppassero le attività di artigiani, falegnami, fabbri, di chi lavorava il sughero o delle donne che preparavano la pasta in casa. Per tutti, ma soprattutto per i più giovani, l’emozione di visitare una realtà ormai così distante.

Insomma, i promotori di “Contiamoci” vanno ancora una volta ringraziati per il grande impegno profuso e per il risultato ottenuto dopo aver lavorato per un mese. Particolarmente apprezzata la passione nel recupero dei vecchi oggetti e attrezzi, realizzato bussando a mille porte alla ricerca di qualcosa che potesse essere utile. E in molti non hanno nascosto la metaviglia nel vedere il loro quartiere trasformato in questo modo: «Non credevamo che potesse essere così bello», ha detto qualcuno. Importante l’aiuto dato con i punti ristoro organizzati dalle associazioni “Amichi di la graiglia” e “Chissi di la paranza”. E si è fatto festa sino a tardi con il coro “Su bubugnulu” di Luras e il gruppo folk “Lu Rizzatu” nell’antico largo di Santa Maria. (p.z.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative