Calangianus, “Pasca di Natali” fa rivivere Luccareddha
CALANGIANUS. Un primo obiettivo la manifestazione “Pasca di Natali in carrera” promossa dall’associazione “Contiamoci” l’ha senz’altro raggiunto: far rivivere almeno per una sera l’antico quartiere...
CALANGIANUS. Un primo obiettivo la manifestazione “Pasca di Natali in carrera” promossa dall’associazione “Contiamoci” l’ha senz’altro raggiunto: far rivivere almeno per una sera l’antico quartiere di Luccareddha. Centinaia di persone sono accorse a vedere i vecchi cortili, da molti mai visitati, le piccole e antiche cantine, gli angoli chiusi da tempo, gli spazi nascosti fra erbacce e fatiscenza.
Per una sera qui è tornato tutto come un tempo: vi erano rappresentati i laboratori dei vecchi mestieri con gli attrezzi da lavoro recuperati chissà dove, c’erano vecchi tavoli di vendita, le attrezzatura dei laboratori di sughero, ormai scomparsi. Poi l’angolo più ammirato: sotto la tettoia di una vecchia stalla ecco Giuseppe e Maria, protagonisti di un singolare presepe vivente, seduti con in braccio un pupo, all’interno di una struttura che presentava un campionario di attrezzi e strumenti della civiltà contadina. Anche alcune case del quartiere, al piano terra, erano state riaperte per mostrare agli stupiti giovani moderni e ai compiaciuti anziani ciò che caratterizzava gli ambienti di una casa, dalla cucina alla camera da letto, alla dispensa.
Tutto invitava a fare una passeggiata indietro nel tempo e forniva la giusta idea di cone si sviluppassero le attività di artigiani, falegnami, fabbri, di chi lavorava il sughero o delle donne che preparavano la pasta in casa. Per tutti, ma soprattutto per i più giovani, l’emozione di visitare una realtà ormai così distante.
Insomma, i promotori di “Contiamoci” vanno ancora una volta ringraziati per il grande impegno profuso e per il risultato ottenuto dopo aver lavorato per un mese. Particolarmente apprezzata la passione nel recupero dei vecchi oggetti e attrezzi, realizzato bussando a mille porte alla ricerca di qualcosa che potesse essere utile. E in molti non hanno nascosto la metaviglia nel vedere il loro quartiere trasformato in questo modo: «Non credevamo che potesse essere così bello», ha detto qualcuno. Importante l’aiuto dato con i punti ristoro organizzati dalle associazioni “Amichi di la graiglia” e “Chissi di la paranza”. E si è fatto festa sino a tardi con il coro “Su bubugnulu” di Luras e il gruppo folk “Lu Rizzatu” nell’antico largo di Santa Maria. (p.z.)
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