La minoranza: Pul, un “caso” irrisolto
TRINITA’ D’AGULTU. La minoranza di Trinità ritorna all’attacco sul Pul (Piano Utilizzo dei Litorali). I quattro consiglieri lo fanno con una nota. «Non molto tempo fa scrivevamo qualcosa a proposito...
TRINITA’ D’AGULTU. La minoranza di Trinità ritorna all’attacco sul Pul (Piano Utilizzo dei Litorali). I quattro consiglieri lo fanno con una nota. «Non molto tempo fa scrivevamo qualcosa a proposito del Pul -– dicono Luca Pileri, Caterina Lutzu, Paride Pileri e Gian Mario Addis -: sostenevamo che mancavano a nostro giudizio importanti passaggi nell'iter per l'approvazione definitiva. Convinti di questo abbiamo scritto al Demanio. La maggioranza diceva che noi eravamo in torto, mentre invece il tutto era stato fatto secondo le norme e perciò approvato, pubblicato nel Buras e pronto per i futuri bandi i concessioni demaniali. In un primo tempo la Regione (Servizio Centrale Demanio e Patrimonio di Cagliari), ci ha risposto che è competente Tempio. Tempio ha detto che il parere è vincolante e che loro non hanno mai visto il Pul; l'ingegnere responsabile dell’Ufficio in Comune ci ha scritto una bella lettera dove ha detto che ha rispettato tante leggi e che ha mandato il progetto in Regione. Peccato però che lo abbia mandato a tanti uffici scordandosi il Demanio. Oggi riceviamo la risposta definitiva: la procedura di approvazione del Pul non può considerarsi conclusa: pertanto il Pul non può ritenersi adottato e quindi utilizzabile per modifiche delle concessioni demaniali esistenti e per bandi di nuove concessioni». Ancora: «Non vogliamo solo dire che avevamo ragione: i fatti parlano da soli. Come si fa ad andare avanti così? La superficialità regna sovrana, e nel silenzio della ragione si continuano ad evocare gli spettri di un'opposizione che mette sempre i bastoni tra le ruote. Cari imprenditori, cittadini, se non avete certezza di un buon operato dell’amministrazione, potete sostenerla ancora? Noi non abbiamo mai detto che siamo contrari all'approvazione del Pul ma desideriamo che sia da un punto di vista almeno formale non attaccabile. Il Piano ci auguriamo possa essere perfezionato, magari a breve, dal parere del Demanio: ma se questo non arriva o se ci sono modifiche da fare? Ce la sentiamo di mandare avanti un'attività che può subire una modifica sostanziale se non addirittura uno stop? Si può dare ancora credito all'arroganza di chi crede di avere sempre ragione?». (s.d.)
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