Olbia, la cellula di Al Qaeda davanti al tribunale del Riesame
I legali chiedono la scarcerazione dei tre pachistani arrestati con l'accusa di strage, omicidio plurimo, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e ideazione di attentati terroristici
OLBIA. Sarà discusso il 13 maggio il ricorso al tribunale del riesame di Cagliari da parte dei legali dei presunti componenti della cellula terroristica islamica arrestati a Olbia. Chiede la scarcerazione Imitiaz Khan, il gestore del negozio “Mondo Bazar”, finito in cella con il cugino Wali Sultan Khan, ritenuto il capo della cellula di Al Qaeda scoperta dalla Dda di Cagliari e dagli uomini della Digos di Sassari.
L’indagine, avviata nel 2005 dopo la scoperta di un’auto con tracce di esplosivo condotta da ambulanti pachistani al porto di Olbia, ha portato in cella dodici presunti affiliati all’organizzazione terroristica di Osama Bin Laden tra i quali Siddique Muhammad, il terzo uomo finito in cella nell’isola.
Le accuse mosse contro il gruppo vanno dalla strage del 2009 al mercato Meena Bazar di Peshawar, all’omicidio plurimo, passando per il favoreggiamento, l'organizzazione dell’immigrazione clandestina e l’ideazione, nella base olbiese di via Spensatello, di azioni terroristiche ispirate al fanatismo islamico di Al Qaeda.
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