La Nuova Sardegna

Olbia

Priatu in piazza: «Riaprite Monte Pino»

di Giampaolo Meloni
Priatu in piazza: «Riaprite Monte Pino»

La protesta della frazione a diciotto mesi dall’alluvione che provocò una voragine sulla strada provinciale Olbia Tempio

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ANTONIO DI GALLURA. Hanno perso la pazienza. È trascorso un anno e mezzo da quel 18 novembre che costò tre lutti alla comunità. Il ciclone Cleopatra spazzò il ponte di Monte Pino, sulla strada provinciale numero 38 bis. Da allora la Olbia Tempio è bloccata da una trincea che divide il territorio. Parte dell’Alta Gallura è isolata. «Restituiteci la nostra strada», hanno urlato un centinaio di cittadini residenti nella frazione di Priatu sfilando nel tardo pomeriggio lungo un chiolometro dell’arteria, dalla località Vaccosu alla piazza del piccolo abitato. Con loro tanti sindaci. «La riapriamo o no», «basta promesse», «basta aria fritta» gli slogan che spiegano l’umore di un territorio costretto da a subire i disagi di quattordici chilometri in più nel percorso per raggiungere Olbia.

Una sofferenza indirizzata alla Regione, che deve dare risposte sull’avvio dei lavori e sulla disponibilità vera dei finanziamenti necessari. Alcune indicazioni sono arrivate nelle ultime ore, attraverso il “Tavolo” (rappresentanze sociali e amministrative) che ha incontrato l’assessore dei Lavori pubblici Paolo Maninchedda. «Ci sarà una dotazione di quindici milioni che saranno sommati ai dieci già disponibili per l’appalto che era stato assegnato all’Anas», riferisce il sindaco di Luogosanto Antonio Scampuddu che ieri mattina aveva ulteriormente sollecitato notizie dal governo regionale. I soldi aggiuntivi arriveranno dai 450 milioni sui quali il consiglio regionale dovrà dare entro maggio il via libera per la contrazione del mutuo. «Noi abbiamo chiesto attenzione per il sistema delle infrastrutture, non solo per il ripristino del ponte».

La situazione è tuttavia solo parzialmente sbloccata. «Ma ci vorrà tempo – spiega l’assessore dei Lavori pubblici di Olbia Davide Bacciu , che sui 15, forse 17 milioni, dice «si tratta per ora di intenzioni, perché (si veda la ricostruzione nel box accanto ndr) occorre prevedere la progettazione per l’intero tratto della 38 bis, si dovrà stipulare l’accordo Anas, Regione, Provincia, si dovrà definire l’appalto e avviare il cantiere. Insomma, ci vorranno mesi». E da queste parti la sola prospettiva mette i brividi. Giuseppina Pasella, una signora invalida che deve accudire marito e figlio disoccupato e viaggia ogni giorno a Olbia per prestare opera di volontariato, e fu la promotrice con altre donne e uomini di Priatu, del comitato che un anno fa iniziò la battaglia per la riapertura del ponte di Monte Pino racconta: «L’anno scorso non ci hanno dato ascolto, ci sentiamo orfani e vittime di un disagio senza fine». Un viaggio quotidiano che allunga i tempi di venti minuti. «Guai per i cittadini ma anche per i soccorsi, per le forze dell’ordine, per le imprese, per chi lavora», denuncia Benedetto Fois che rappresenta il Tavolo territoriale delle associazioni di categoria e sindacati. «Ogni giorno un viaggio della speranza per gli operatori degli uffici giudiziari», sottolinea Paola Gosamo, presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati. «È una protesta simbolica ma decisa – osserva Carlo Duilio Vitti – giovane animatore dell’iniziativa –, ma con l’unità del territorio possiamo farcela».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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