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Ritorna l’incubo “Lingua blu” stop al movimento dei bovini

Ritorna l’incubo “Lingua blu” stop al movimento dei bovini

L’allarme di Coldiretti e Confagricoltura: «È inaccettabile, da noi l’infezione non c’è più da anni» Serve una deroga regionale per sbloccare i capi, mentre il comparto zootecnico rischia la paralisi

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TEMPIO. Il recente decreto del Ministero della Sanità che di fatto sta bloccando la movimentazione dei bovini dal territorio gallurese verso il continente, ad eccezione del Veneto e del Lazio, sta mettendo in seria difficoltà l’intero comparto.

L’allarme arriva da Giambattista Manduco, presidente della Coldiretti Gallura e da Daria Inzaina, consigliere provinciale Confagricoltura e titolare di un a’azienda di allevamento lei stessa. «Si tratta - dice Giambattista Manduco -, di una situazione assurda e inaccettabile che rischia di mettere in crisi il comparto di un intero territorio». «Noi - prosegue Daria Inzaina -, abbiamo immediatamente segnalato il problema all’assessorato regionale alla Sanità intravedendo anche come unica immediata e temporanea soluzione (in attesa della modifica del decreto da parte del Ministero), di deliberare una deroga che consenta la movimentazione tramite la Pcr. Una analisi di laboratorio, effettuata dall’Istituto Zooprofilattico di Sassari che dimostri che sui nostri capi non è presente il sierotipo 4, causa del provvedimento Ministeriale».

Il problema nasce dalle stringenti norme emanate dall’Unione Europea e recepite dallo Stato Italiano che prevedono il fermo della movimentazione dei bovini in tutti quei territori che sono entrati in contatto con la Blue tongue e in particolare con il sierotipo 4.

Un provvedimento che paradossalmente colpisce la Gallura dove però, questo tipo di infezione non è più presente da circa un decennio. La misura, se mantenuta, rischia di bloccare un patrimonio zootecnico di oltre 15 mila capi che ogni anno sbarcano in continente per rifornire le stalle da ingrasso della penisola.

Ma non è tutto. Nel dispositivo adottato dal ministero si fa anche riferimento alla possibilità di vaccinare i bovini prima della loro movimentazione.

«Altra prassi di difficile realizzazione -, fa notare ancora Giambattista Manduco -, visto che l’assenza del sierotipo 4 ha fermato praticamente la produzione del vaccino di contrasto. Questo drammatico quadro -, denuncia ancora il presidente della Coldiretti Gallura -, sta portando l’economia gallurese a un passo dal tracollo».

Anche secondo il presidente della Coldiretti Gallura, l’unica soluzione possibile è che il ministero della Sanità riveda il dispositivo inserendo ad esempio l’autorizzazione del vaccino sierotipo 4 già in dotazione alle Aziende sanitarie locali per gli ovini e con l’adozione di una deroga alla movimentazione, vista l’assenza del sierotipo 4 dai nostri territori. (a.m.)

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