Distrutta la strada per Calangianus, proteste e disagi
BERCHIDDA. Non ci stanno i proprietari di terreni e vigne a dare l'eterno riposo alla strada Berchidda-Calangianus. Non vogliono un requiem nè celebrare funerali a un tratto di strada che sembra...
BERCHIDDA. Non ci stanno i proprietari di terreni e vigne a dare l'eterno riposo alla strada Berchidda-Calangianus. Non vogliono un requiem nè celebrare funerali a un tratto di strada che sembra essere dimenticato da tutti. Promesse, cavilli burocratici, rimpallo di responsabilità hanno fatto sì che il tratto di strada gallurese rimanesse una delle eterne incompiute dell'Isola. «Siamo stufi di questa situazione che dura da anni - dice un berchiddese che transita quotidianamente in quella strada perché ha i suoi terreni - non è possibile andare avanti così. La strada è impraticabile. Non sappiamo più neanche quanti pezzi abbiamo cambiato alle nostre macchine per colpa della strada. Siamo sempre vittime delle promesse di chi amministra a livello locale e provinciale». Ci sono tantissimi imprenditori agricoli che transitano su quella strada, altri sono operatori del sughero, costretti a fare giri più lunghi perché alcuni mezzi non possono proprio transitarvi. La sua sistemazione sarebbe, dunque, una concreta possibilità di abbattimento dei costi di trasporto del sughero per gli imprenditori del settore, costi dei quali se ne è sempre preoccupati tanto in diversi convegni, senza nulla realizzare nel concreto. E adesso che c'è la nuova campagna elettorale a Berchidda, chissà che si possa non solo cavalcare il momento ma aprire quella strada al traffico in modo pieno e sicuro. Nel 2013, l'attuale sindaco di Berchidda, Bastianino Sannitu, scrisse una lunga e dura lettera alla Provincia, chiedendo che si facesse qualcosa. Da quella lettera sono passati circa 18 mesi. Niente di fatto. Della strada se ne discute da decenni. Ma le sole parole senza i fatti non portano da nessuna parte. «Siamo stufi di essere presi in giro - commentano, ancora, i coltivatori diretti della zona - parole, parole, solo belle parole. Intanto, noi ci perdiamo solo soldi, in ricambi per le macchine, in benzina in più e in salute, perché ci infuriamo pure».
L'attesa continua, ma non sarà una veglia che non porterà a niente. Perché la speranza di una strada decente è sempre l'ultima a morire.
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