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Olbia

la solidarietà dopo l’alluvione

Nuovi laboratori all’istituto Ipia grazie alla fondazione Prosolidar

Nuovi laboratori all’istituto Ipia grazie alla fondazione Prosolidar

OLBIA. La scuola dice grazie. Se l’istituto professionale è riuscito a voltare subito pagina, a ripulirsi dalle tonnellate di fango portate dall’alluvione lo deve soprattutto a chi ha staccato...

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OLBIA. La scuola dice grazie. Se l’istituto professionale è riuscito a voltare subito pagina, a ripulirsi dalle tonnellate di fango portate dall’alluvione lo deve soprattutto a chi ha staccato importanti assegni solidali. Come la fondazione Prosolidar, il maggior sostenitore della ricostruzione dell’Ipia. Così ieri, a un anno e mezzo dopo il passaggio di Cleopatra, l’istituto di via Emilia ha voluto rendere noto il capolavoro di solidarietà messo in campo da Prosolidar. La fondazione ha infatti donato 70mila euro per la ricostruzione di due laboratori e altri 53mila per la creazione di un modernissimo laboratorio di progettazione 3D. Inoltre Prosolidar ha devoluto altri 40mila euro per i laboratori del liceo scientifico Mossa e del liceo classico Gramsci. Una donazione complessiva di oltre 160mila euro. I dettagli dell’operazione sono stati svelati ieri all’Ipia da Gianluca Corda, dirigente del professionale, Giovanni Antonio Orunesu, assessore comunale all’Istruzione, e Alessandra Villa di Prosolidar. Le donazioni hanno permesso il ripristino dei laboratori di meccanica e di falegnameria nautica del professionale. «Era una priorità assoluta – ha riferito il preside Corda -. I laboratori sono fondamentali per i ragazzi, soprattutto per chi deve preparare gli esami per ottenere la qualifica. Inoltre abbiamo acquistato i materiali direttamente dalle aziende olbiesi alluvionate. Dunque l’aiuto è stato doppio». Il contributo di Prosolidar è servito anche a finanziare il progetto «Sardegna 3D», un laboratorio informatico dotate di software di progettazione in 3D con particolari estensioni in ambito nautico. Un laboratorio, installato all’Ipia, con uno scanner e una stampante 3D, l’unica in una scuola sarda. Il progetto ha l’obiettivo di fornire agli alunni le competenze necessarie per un’attività di progettazione di alto livello per il mondo della nautica. Tutto nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. Per diffondere la cultura del 3D, l’Ipia sta anche programmando corsi di formazione con il Fab Lab, Cna e Confartigianato. A illustrare il progetto, ieri, è stato Antonio Burrai del Fab Lab. (d.b.)

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