Olbia, dopo il rogo partenze e arrivi regolari in aeroporto
L'incendio è scoppiato nella torre di raffreddamento, zona inaccessibile ai passeggeri. Si contano danni per 80mila euro. Lo scalo è stato chiuso per pochi minuti e la sua attività ha ripreso senza disagi
OLBIA. Dopo il rogo scoppiato la sera del 7 maggio nella torre di raffreddamento l'attività dell'aeroporto Costa Smeralda è ripresa in modo regolare. Il volo Meridiana partito da Roma è atterrato nello scalo olbiese alle 23,30, accumulando solo i ritardi causati dai disagi di Fiumicino.
Le fiamme sono divampate nella torre di raffreddamento, nell'area del Centro di smistamento dei bagagli, una zona inaccessibile ai passeggeri. In quel momento i locali erano deserti. Lo scalo è stato chiuso solo per alcuni minuti per consentire l'intervento dei vigili del fuoco. Ma in quel momento non erano previsti voli nè in arrivo nè in partenza. "La procedura di emergenza operativa aeroportuale è scattata immediatamente - scrive la Geasar, la società che gestisce il Costa Smeralda - e i danni limitati non hanno compromesso il funzionamento dell'impianto generale".
Secondo le prime ipotesi la causa dell'incendio sarebbe un cortocircuito. Non esiste, al momento, nessun altro collegamento che possa far pensare a una manomissione dell'impianto. Si stima un danno di 80mila euro, coperto da assicurazione.
Spiega Marco di Giugno, direttore dell'Enac. "L'incendio è stato di lieve entità, non tale da pregiudicare il funzionamento dell'aeroporto. Non ci sono stati disagi per i passeggeri".
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