Ragnedda attacca: «Donne in giunta? Non è obbligatorio»
Pd e Arzachena concreta parlano di illegittimità degli atti Il sindaco: «Nello statuto non sono previste le quote rosa»
OLBIA. Non si placa la querelle sull'assenza delle quote rosa in giunta. Per le minoranze la giunta è illegittima, tanto che le delibere possono essere impugnate. Il sindaco, Alberto Ragnedda, sostiene il contrario. «Recenti sentenze del Consiglio di Stato confermano la nostra tesi – dichiara il primo cittadino –. Affermano che più che la parità di genere vale il principio dell'efficienza degli organi amministrativi. In altri termini gli atti anche se approvati da una giunta di soli uomini sarebbero, a detta dei giudici amministrativi, più che legittimi».
Ragnedda ricorda ai consiglieri che le situazioni di illegittimità le ha ereditate dalle amministrazioni precedenti. «Nello statuto comunale non è previsto il rispetto della quota di genere. Entro fine mese porteremo in aula consiliare la proposta di modifica che risolverà la questione».
Un passo necessario per risolvere il problema è dunque l'approvazione del nuovo statuto. «Subito dopo provvederò a rimodulare la composizione dell'organo esecutivo – sottolinea il sindaco -. Non nascondo di aver avuto dalla giunta stessa la disponibilità a fare un passo indietro per rimescolare le carte».
Ragnedda replica alle accuse mosse dai gruppi di opposizione del Partito democratico e di Arzachena concreta. «Non siamo di fronte ad una crisi di giunta, come sostengono le minoranze». Incalza il sindaco. «In questi tre anni più volte siamo dovuti intervenire per ripristinare diverse situazioni di illegittimità derivanti dal passato. In alcuni casi attirandoci anche le antipatie di qualche concittadino».
Poi il primo cittadino scioglie il dubbio relativo al numero dei componenti della giunta, spiegando che quella attuale, composta da 4 assessori, è in linea con le indicazioni fornite dall'assessore regionale agli Enti locali, Cristiano Erriu, attraverso una lettera inviata ai sindaci sardi e alle prefetture. Non è ancora chiaro invece a quante donne dovrà essere assegnata la delega di assessore. Il nodo sarà sciolto al momento dell'approvazione delle modifiche allo statuto comunale.
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