Sindacati sul piede di guerra contro il Parco
I lavoratori reclamano l’applicazione del contratto integrativo: «Gestione sbagliata di Bonanno»
LA MADDALENA. «Si sta affermando nei posti di lavoro, soprattutto in quelli pubblici, il mal vezzo di considerare i contratti integrativi aziendali come artifizi importanti ma non necessari per retribuire i dipendenti. In sostanza si possono chiedere prestazioni per aumentare la produttività dell’Ente ma non necessariamente queste prestazioni potranno essere retribuite».
E’ questa la denuncia dei tre sindacati confederali che, insieme, hanno pubblicato una nota sul Parco Nazionale dell’Arcipelago «dove i dipendenti – spiegano in una nota –, sebbene abbiano portato a termine numerosi progetti per migliorare la produttività dell’Ente aspettano fin dal 2011 di essere valutati e quindi pagati. Possiamo tranquillamente sostenere – continua la nota - che chi rientra nella categoria dei “fannulloni” , non sono certo i dipendenti del Parco ma, chi fino ad oggi ha rallentato e ostacolato l’applicazione delle disposizioni contenute dei contratti Integrativi aziendali e non ha assunto in prima personale le responsabilità che le vengono imposte dalla Legge». Sul conflitto tra la presidenza e i lavoratori i sindacati citano l’art. 15 della legge Brunetta: «L’organo di indirizzo politico-amministrativo… definisce in collaborazione con i vertici dell’amministrazione il piano e la relazione sulle perfomance e verifica il conseguimento effettivo degli obiettivi strategici».
«Tanto basta – osservano i sindacati – per sostenere che la politica del Presidente del Parco Giuseppe Bonanno sulla gestione del personale non ha ragione di esistere, anche perché la stessa norma impone una presenza qualificata e decisiva dell’organo di indirizzo politico amministrativo. E quindi la responsabilità derivata dalla legge si applica anche alla verifica degli obiettivi e anche, in assenza di dirigenza, alla valutazione del personale. Invece – termina la nota dei sindacati – ci si trincea dietro arzigogoli giuridici e dietro valutazioni non effettuate da “passati direttori” sapendo che la funzione di controllo anche della dirigenza, soprattutto nei casi di mancata valutazione del personale, è compito primario del presidente».
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