Frediani: era un treno deragliato
«Con la mia giunta problemi già dopo un anno. Decisiva l’assenza di armonia»
TEMPIO. Già la notte dello spoglio, quando appariva chiaro il netto successo di Andrea Biancareddu, il sindaco uscente Romeo Frediani ha partecipato alla simbolica consegna della fascia tricolore al suo successore, mostrando stile, e anche nel pomeriggio successivo era presente alla proclamazione ufficiale nella scuola media Deledda, sfoderando sorrisi e strette di mano. Da oggi torna a fare il geometra all'Unione dei comuni (era in aspettativa).
«In lizza c'erano quattro candidati all’altezza – dice –. Ha vinto Andrea Biancareddu, cui auguro 5 anni di proficuo lavoro, grazie a una squadra di consiglieri che hanno già pratica di amministrazione; e poi c'è una minoranza tra le cui file c’è Antonio Addis, assessore nella mia giunta e che ha ricevuto un gran numero di voti». Frediani ricorda di aver collaborato col nuovo sindaco quando questi era assessore e consigliere regionale: «Ora dovrà occuparsi di problematiche più attinenti alla municipalità: sentirà la pressione dei tempiesi che gli chiederanno conto delle cose da realizzare, ma l'esperienza e il bagaglio politico gli consentiranno di interfacciarsi bene con la città». E suggerisce al successore «di dare uno sguardo ai nostri programmi per evitare perdite di tempo: lasciamo in sospeso opere importanti che vanno solo appaltate, come la rotatoria dell’Agip».
Il voto è una bocciatura alla sua amministrazione? «Indubbiamente può aver influito un giudizio negativo, specie in una realtà in cui la crisi continua a tenere banco e si tende a voler cambiare comunque. Eppure le cose buon e non mancano: abbiamo gestito bene la crisi dei tribunali limitando i danni; e anche nella sanità, nonostante gli “al lupo, al lupo”, per adesso i reparti di cui si teme la chiusura sono ancora qui». Dispiace lasciare o si leva un peso? «Meditavo di cedere il passo già un anno fa. Cinque anni impagabili come esperienza, ma ho guidato un treno deragliato già un anno dopo la partenza. Ma avevamo la responsabilità di non far commissariare la città. Tante cose non si sono potute fare, succede quando manca l'armonia in maggioranza: non che mi abbia aiutato molto il mio partito, il Pd, forse il carattere schivo come il mio non è accettato, ma lavorare senza condivisione non è semplice». Infine: «Mi dispiace anche che in questa campagna elettorale Tempio si sia isolata rispetto al territorio. Eppure presto andranno prese decisioni difficili, tutti insieme, specie per il nuovo assetto del territorio. Potrebbe anche essere necessario guardare oltre la Gallura pur di mantenere i servizi».
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