Dramma della Roma, la festa per i 90 anni dell’ultimo testimone
Vissuto tra Burgos e Oschiri, Francesco Satta abita in Liguria Marinaio sull’Attilio Regolo, vide in diretta la tragedia del ’43
OSCHIRI. È uno degli ultimi testimoni del dramma dell’affondamento della corazzata “Roma”, che ricorda ancora con dolore, una ferita mai rimarginata nella sua memoria. Francesco Satta ha compiuto novant’anni nei giorni scorsi nel suo paese di adozione, Santo Stefano Magra, in provincia della Spezia, dove si è svolta una grande festa in suo onore. Satta era attorniato dai familiari e dai tanti amici giunti da ogni parte d'Italia e anche dalla sua terra nativa, la Sardegna. Nacque infatti il 17 maggio 1925 a Foresta Burgos, figlio di un sergente della cavalleria del Regio esercito. Negli anni Quaranta, a seguito della chiusura dell centro addestramento dell'esercito, la famiglia si trasferì a Oschiri, dove tuttora vivono i nipoti.
Arruolato in marina militare all'età di 17 anni con la specializzazione di tecnico d'armi (cannoniere), ebbe il primo imbarco al compimento del 18° anno sull'incrociatore leggero “Attilio Regolo”. A bordo di quest’ultimo, nella fatidica giornata del 9 settembre 1943, era di scorta alla corazzata “Roma” quando l’unità navale fu attaccata dagli aerei tedeschi e fu quindi testimone diretto dell'affondamento della stessa, costretto a partecipare con le lacrime agli occhi al recupero dei suoi compagni morti o feriti .
La “Attilio Regolo”, con il suo carico di naufraghi, fece rotta su Porto Mahon, nelle Isole Baleari, dove rimase internata per due anni in rada con i sigilli alle caldaie e lo smontaggio degli otturatori dei cannoni da parte della "Guardia Civil Spagnola".
Al suo rientro in Italia continuò la sua carriera militare sulle navi “Garibaldi” e “Andrea Doria”. Nel 1976 ricevette i gradi di ufficiale e andò a comandare gli aiutanti militari della Spezia (polizia ,ilitare interna). Il suo presidio era il punto di ritrovo di molti giovani sardi che transitavano alla Spezia, chiamati alla leva in marina, per la risoluzione di problemi inerenti alla lontananza dalle famiglie. Sposato padre di due figlie e con tre nipoti, ha sempre curato la sua grande passione per i cavalli trasmessagli dal padre, insegnando nel locale centro ippico di Sarzana. (apal)
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