Trasferito il cuoco manesco, la compagna ritorna a casa
OLBIA. Francesco Amoroso, il cuoco siciliano finito in cella nei giorni scorsi, dopo aver aggredito la compagna ed essersi barricato in casa con il figlio di 16 mesi, è stato trasferito alla...
OLBIA. Francesco Amoroso, il cuoco siciliano finito in cella nei giorni scorsi, dopo aver aggredito la compagna ed essersi barricato in casa con il figlio di 16 mesi, è stato trasferito alla Maddalena. L’uomo, dopo la convalida del fermo da parte del gip del tribunale di Tempio, Vincenzo Cristiano, era stato confinato agli arresti domiciliari nella stessa abitazione che condivideva con la donna. Una situazione di estremo pericolo che aveva costretto la moglie, aiutata dal padre e dagli altri familiari, a lasciare in fretta e furia la casa e trovare una sistemazione provvisoria in un B&B. Ieri la situazione è stata affrontata dai magistrati della procura di Tempio Ginevra Grilletti (che era pm d’udienza) e il collega Angelo Beccu, che hanno chiesto e ottenuto dal gip ( al quale era stato chiesta la misura della custodia cautelare in carcere, rigettata) lo spostamento dell’uomo in una abitazione diversa da quella con la quale conviveva con la compagna e il figlio. Il cuoco è stato accompagnato dai carabinieri alla Maddalena ospite, sempre agli arresti domiciliari, di un parente.
Amoroso era stato arrestato lunedì scorso dai carabinieri del comando territoriale di Olbia per maltrattamenti in famiglia, lesioni gravi, danneggiamento e detenzione di droga. I militari erano intervenuti dopo la denuncia della donna che aveva raccontato d’essere stata malmenata dal marito il quale, dopo averla bastonato senza una ragione, si era anche barricato dentro casa con il loro bimbo di 16 mesi. Dopo una delicata trattativa condotta dal comandante del reparto territoriale, il tenente colonnello Alberto Cicognani, l’uomo si era arreso ed era finito in carcere. Ieri l’altro, dopo l’udienza di convalida, al cuoco erano stati concessi gli arresti domiciliari nella stessa casa in cui viveva con la compagna. Una decisione duramente contestata dal legale della vittima, Antonello Desini, che aveva anche specificato che vi era stato «un errore, al quale speriamo si possa rimediare». Lo stesso difensore di Amoroso, l’avvocato Pierangelo Loddo, ha spiegato che «l’assegnazione dei domiciliari nella casa di Olbia è frutto di un equivoco. Al momento dei fatti la donna aveva lasciato l’abitazione, cointestata, trasferendosi a casa dei genitori. Sia la difesa che il giudice che ha disposto i domiciliari non erano a conoscenza che nel frattempo la donna era ritornata nella sua casa. Nessuna intenzione da parte del mio cliente di andare a convivere forzatamente con la donna».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
