La Nuova Sardegna

Olbia

Abusi sessuali in Gallura, aumentano i casi in famiglia

Enrico Gaviano
Il 95% dei casi di violenza in Gallura avviene nei nuclei familiari
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Il 95% dei casi di violenza in Gallura avviene nei nuclei familiari

Il numero di denunce e segnalazioni al Centro antiviolenza di "Prospettiva donna" è in pericolosa crescita. 200 all'anno

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OLBIA. Uomini che odiano le donne. Anche e soprattutto all’interno del nucleo familiare. Altro che amore. I dati sulla violenza di genere sono allarmanti e i casi sono terribili. Come quello emerso qualche giorno fa: padre e zio hanno violentato ripetutamente la diciottenne figlia di uno e nipote dell’altro. «Una violenza inaudita che ci ha davvero indignate – sottolinea Patrizia Desole, presidente del Centro antiviolenza Prospettiva donna –. Ma non si pensi, purtroppo, che si tratti di un caso isolato, emerso chissà come dalle nebbie del passato. No, purtroppo i casi di violenza fisica, psicologica e sessuale sulle donne, sono tanti, non solo nei confronti di compagne e mogli, ma anche su sorelle, madri, figlie o nipoti». 

I dati in possesso dell’associazione che opera in Gallura sono eloquenti: circa 200 casi all’anno, il 95 per cento riguardano violenze in famiglia. La maggior parte vedono protagonisti mariti e compagni che usano violenza su mogli, fidanzate e compagne. Ma una parte dei casi in famiglia riguarda invece altri gradi di parentela. Capita tante volte che uomini maltrattino le madri o le sorelle. "Spesso l’unico modo di risolvere il problema - conclude Desole - è allontanare questi uomini dal nucleo familiare, in modo da evitare che la situazione precipiti ulteriormente».

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