Mater Olbia, mille posti di lavoro: precedenza ai sardi
Aperte le procedure per l'assunzione di 650 tra medici, infermieri e ricercatori attraverso l'invio del curriculum a una mail
OLBIA. La fila per consegnare il curriculum sarà solo virtuale. La Qatar foundation indica la magica casella di posta elettronica, cv@shrp.it in cui imbucare il curriculm vitae. 650 i posti diretti disponibili al Mater Olbia, l’ospedale di eccellenza alle porte della città. 1000 in totale. La Qf cerca medici, infermieri, ricercatori in biotecnologie, esperti informatici. Il presidente della Qatar foundation, Lucio Rispo, garantisce che la selezione non sarà pilotata dalla politica. Né il Comune, né la Regione nè il Governo decideranno le assunzioni. L’unico soggetto con il potere di scegliere i lavoratori sarà la Fondazione Luigi Maria Monti, partner della Qf.
Precedenza ai sardi. “L’unico modo per essere assunti al Mater Olbia - sottolinea Rispo - è inviare il curriculum a questa mail. Tutti saranno esaminati in modo pubblico e trasparente . Poi le persone saranno ascoltate e valutate da una commissione internazionale. Nessuno, nemmeno sua altezza l’emiro può intervenire in questo rigido percorso di selezione. Questo modo di agire fa parte del nostro modo di lavorare. Sono le stesse modalità utilizzate a Doha per le assunzioni all’interno di enti e istituzioni che collaborano o sono di proprietà del Governo. Siamo grati alla Regione, al Comune e al Governo per il modo in cui ci hanno accompagnato in questa vicenda, ma non avranno nulla a che dire. Lo affermo in modo chiaro, per proteggerli da inutili pressioni. Di certo, come già detto al premier Matteo Renzi, a parità di preparazione si darà precedenza ai sardi. Sarà attivato anche la fase di training per fare acquisire al personale quelle competenze indispensabili per un polo sanitario di valenza internazionale” . Rispo invita a mettere il turbo all’invio del curriculum. “Prima i candidati manderanno il curriculum meglio sarà - afferma -. Apriamo il primo dicembre 2015 con la Pediatria, quindi siamo già in ritardo”.
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