Resa dei conti nel Pd, le accuse di Addis
L’ex assessore accusa Frediani («non si è assunto le sue responsabilità») e picchia duro contro Masu: «Le sue? Inutili bugìe»
TEMPIO. A cinque giorni dal voto, nel Pd inizia la resa dei conti, il momento cioè in cui ognuno dovrebbe pagare i propri errori. Errori gravi a tal punto di provocare l’esclusione dal consiglio comunale di quello che era e ancora rimane il più importante partito tempiese,. Ad aprire le ostilità, dopo le dichiarazioni di Vittorio Masu, (bocciato dall’elettorato) e dell’ex sindaco Romeo Frediani (non candidato e che ha accusato l’intera sua giunta dicendo di “essere stato costretto a guidare sin, dal primo anno, un treno deragliato”) è Mario Addis,(bocciato anch’egli dall’elettorato), segretario del Pd ed ex assessore al bilancio e commercio.
Carta intestata del Pd. Mario Addis in un lungo comunicato scritto su carta intestata del Pd, a significare che ancora guida il partito, non dimentica la buona creanza e augura buon lavoro alla nuova amministrazione. Poi giocando d’anticipo, come è suo solito, dopo avere detto che la prossima legislatura è importante per le decisioni che dall’alto verranno prese sugli assetti istituzionali e sul ruolo della nostra città a cominciare dalla sanità, va avanti così: «La crisi è finita. Le condizioni di partenza, rispetto a 5 anni fa, sono molto buone. Il Comune di Tempio ha un bilancio largamente risanato e la giunta regionale guarda con attenzione alle necessità dell'Alta Gallura». Poi un esame del voto, con molta franchezza. «Il risultato elettorale per il Pd - dice Mario Addis -, è stato molto negativo. Questo fatto ci richiama ad un maggiore impegno e ad una più forte unità».
Responsabilità e scaricabarile. Poi, Addis, passa al contrattacco di quanti, in questi giorni, lo incolpano della dolorosissima sconfitta. «Nessuno - replica -, è autorizzato a giocare allo “scaricabarile. Dispiace, scrive riferendosi all’ex sindaco, che anche chi ha ricoperto l'incarico più importante non abbia saputo assumersi le sue responsabilità».
Eccesso di lealtà. «Per quanto mi riguarda ho invece la responsabilità di un eccesso di generosità e lealtà che mi ha portato a tacere in tante situazioni - prosegue Mario Addis, anche quando, come nel caso della Tasi, sono state disattese dal sindaco e dalla giunta le mie proposte, le indicazioni del partito e le aspettative dei cittadini. Il mio errore è stato pensare che rimanere nella giunta Frediani, nonostante la mia contrarietà alla Tasi, fosse la soluzione migliore, per il bene della città. Invece avrei dovuto lasciare che l’ex sindaco andasse solo, verso il suo triste destino».
Vittorio Masu. Durissima la parte finale del comunicato riservato a Vittorio Masu che lo ha indicato come responsabile della disfatta e che ha annunciato dimissioni di massa dal Pd “se Addis non dovesse dimettersi da segretario”. «Le minacce di Vittorio Masu - chiude Addis - non meritano alcuna risposta. Continui pure a parlar male di tutto e di tutti. Quando si danneggia la “Casa comune” per proprie esigenze c'è sempre un prezzo da pagare e lo pagano tutti, nessuno escluso. Per questo lo lascio alle sue piccole cattiverie e alle inutili bugie».
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