Un drone al fianco della polizia locale
Il debutto nella zona di Mogadiscio: l’oggetto volante scopre subito una catapecchia occupata da una famiglia romena
OLBIA. La polizia locale chiede aiuto alla tecnologia per andare a caccia di abusi edilizi e reati ambientali. Al corpo dei vigili urbani di Olbia si è aggiunto un “collega” volante. Da ieri, infatti, gli agenti sono affiancati nel loro lavoro da un drone. Un’attività di polizia al passo con i tempi. Per il debutto di ieri il comandante Gianni Serra ha scelto la zona di Mogadiscio, uno dei siti più suggestivi della città, lasciato però alla mercé di vandali e disperati. La prima volta del drone era proprio diretta a fare una mappatura della vecchia peschiera, laddove, tra decine di rocce dalle mille forme e stormi di fenicotteri rosa, si nascondono situazioni di degrado e illeciti di vario tipo.
E, infatti, ieri il drone ha subito concluso positivamente la sua prima missione, portando alla luce un casolare abbandonato in cui viveva una famiglia romena. Tre disperati - marito, moglie e il fratello di questa - che avevano trasformato questa casupola diroccata nella loro dimora, con qualche mobiletto, uno stendino e una vietatissima (e pericolosissima) copertura in eternit. Dopo aver individuato grazie alle immagini scattate dal drone il rudere occupato, gli agenti della polizia locale hanno raggiunto lo stabile e ne hanno ordinato lo sgombero, non prima però di aver constatato una serie di illeciti commessi dai tre cittadini romeni.
«Purtroppo si tratta di una situazione dettata dalla disperazione – spiega il comandante Gianni Serra – e, infatti, abbiamo lasciato loro qualche ora per portare via dalla casupola le poche cose che avevano all'interno. Ma non si può non intervenire, anche perché queste persone sono le stesse che arsellano e pescano abusivamente nelle acque del golfo: in casa non avevano niente di pescato, il clima di questi giorni non si presta alla pesca, ma bastano le tracce di abbruciamento rinvenute a far capire che quella è la loro forma di sostentamento. E sono anche le persone che estirpano erbe tutelate per poi rivenderle. Proprio nel rudere abbiamo trovato alcuni sacchi di elicriso, che è assolutamente vietato sradicare, e li abbiamo sequestrati».
Dunque, il drone è il nuovo agente aggiunto della polizia locale di Olbia, tra le prime in Italia ad avvalersi di questo aiuto tecnologico.
«Noi puntiamo ad avere una mappatura di tutta la città con immagini di qualità scattate a 15 metri di altezza che vadano a sostituire le vecchie carte ortografiche – afferma ancora Serra –. Il drone è uno strumento che ci potrà dare una grande mano per scovare abusi e reati. Siamo voluti partire dall’area di Mogadiscio perché si tratta di una zona ad alta densità di illeciti. Dai possibili scarichi fognari a mare alla pesca e arsellamento non autorizzati, dalle discariche abusive alle situazioni di forte degrado, fino agli abusi edilizi. Tutte criticità contro cui interverremo in maniera energica. Ma quella di Mogadiscio è stata solo la prima di una serie di azioni che riguarderanno l’intero territorio comunale».
Gli agenti della polizia locale di Olbia specializzati nell’utilizzo dei droni sono quattro, tutti istruiti da Maurizio Fracasso, comandante di Meridiana e istruttore dei piloti, che ieri mattina ha guidato col telecomando il primo blitz volante dell’aeromobile a pilotaggio remoto "in divisa".
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