Emodinamica a tutte le ore, è svolta

Cardiologia: i pazienti colpiti da infarto acuto di notte o nei festivi non verranno più trasferiti: parte l’attività h24

OLBIA. Sino a due giorni fa, in Gallura, erano “vietati” gli infarti acuti di notte e nei giorni festivi. Se accadevano, i pazienti dovevano essere ricoverati a Sassari o Nuoro in tempi brevissimi. Ovvero, entro 120 minuti al massimo dal primo contatto medico.

Ieri la svolta tanto attesa, nella cardiologia del Giovanni Paolo II. I viaggi della speranza sono finiti, perché adesso c’è l’emodinamica h24. Ogni giorno e ogni notte, a tutte le ore, e anche il fine settimana. La notizia è stata data dai vertici della Asl in una conferenza, a cui hanno partecipato il commissario Paolo Tecleme, i direttori amministrativo e sanitario David Harris e Salvatore Ortu e il direttore dell’unità operativa di Cardiologia del Giovanni Paolo II Rosanna Pes.

«Era uno degli obiettivi annunciati all’inizio - ha detto Tecleme -: se un’emodinamica non può funzionare in modo continuativo, non ha quasi senso di esistere. Il servizio deve essere garantito sempre, visto che ci sono patologie che devono essere curate dove accade l’evento e non da un’altra parte. Una quarantina i pazienti che, in un anno, sono stati trasportati in altri ospedali per interventi di angioplastica primaria, ma adesso non ci sarà più alcun trasferimento».

I numeri. Nel 2009 e nel 2010 la Asl di Olbia ha speso un milione e ottocento mila euro l’anno per la mobilità passiva di galluresi che, per interventi di emodinamica, si dovevano rivolgere ad altre aziende sanitarie. Nel corso del 2014, nel laboratorio di emodinamica di Olbia, sono state eseguite circa 450 coronografie e 200 angiopastiche (di cui 35 primarie), mentre circa 40 pazienti, come detto, sono stati ricoverati in altre Asl per interventi di angioplastica primarie avvenute nelle ore di chiusura del laboratorio del Giovanni Paolo II.

La riorganizzazione. «Con la nuova riorganizzazione - ha precisato Rosanna Pes - i pazienti colpiti da infarto acuto potranno stare tranquilli perché da noi adesso troveranno, in qualunque momento, tutta l’assistenza necessaria. Un appello, però, è doveroso: in caso di necessità, il consiglio è di chiamare subito il 118. I medici che raggiungeranno a casa il paziente, saranno in grado di fare a domicilio l’elettrocardiogramma e di inviarci immediatamente le immagini in reparto: a quel punto, a seconda dell’infarto, si farà trasferire il paziente in sala o al pronto soccorso».

Il personale. Sono tre i medici a disposizione, in questo momento, per garantire l’h24 nel servizio di emodinamica, ma un quarto operatore sta sequendo un corso di formazione. Gli infermieri invece sono sette (dovrebbero diventare otto in tempi brevi). «Ci sarà quindi un grosso sforzo da parte del personale», precisa Tecleme, «ma vorrei anche sottolineare - aggiunge la Pes - quanto sia difficile trovare cardiologi emodinamisti».

Processi assistenziali. «Come direzione aziendale - chiude il commissario Tecleme - stiamo cercando di riorganizzare i processi assistenziali dell’azienda sanitaria per potenziarli e permettere alle strutture di lavorare al meglio. Quella dell’emodinamica era anche una questione di sicurezza sociale e di serenità per la popolazione. Ora, finalmente, anche grazie allo spirito di servizio degli operatori, siamo riusciti a migliorare l’assistenza».

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