Rischi cardiovascolari, ecco come ridurli
Infarti acuti: l’indice di mortalità ospedaliera è molto basso, sotto il cinque per cento. La percentuale, invece, è decisamente più alta (circa il 10 per cento) per quanto riguarda i casi di...
Infarti acuti: l’indice di mortalità ospedaliera è molto basso, sotto il cinque per cento. La percentuale, invece, è decisamente più alta (circa il 10 per cento) per quanto riguarda i casi di mortalità a un anno dall’evento.
Ecco perché la Asl di Olbia concentra la sua attenzione anche sulla “vita dopo l’infarto” dando alcuni consigli utili e mai ripetitivi. «Si deve innanzitutto mangiare sano (la dieta mediterranea, con pochi grassi, è l’ideale) per ridurre il rischio cardiovascolare. Quindi: si deve puntare a uno stile di vita corretto, attraverso un’attività fisica adeguata e una corretta alimentazione. Fondamentali anche: la riduzione del fumo, la riduzione del colesterolo e della glicemia e il controllo del peso corporeo. Un buon stile di vita - ribadisce la Asl - migliora lo stato di salute generale ed è alla base di una efficace prevenzione primaria, indispensabile per l’incidenza delle malattie cardio-cerebrovascolari come l’infarto e l’ictus».
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