Terrata Due, le ville restituite ai proprietari
Dopo lo sgombero forzato disposto dalla Procura i giudici accolgono le istanze di nullità dei legali
GOLFO ARANCI. La ventennale e interminabile vicenda giudiziaria che vede al centro della contesa le 88 villette vista mare sul litorale di Golfo Aranci si è arricchita, in questi giorni, dell’ennesima restituzione degli immobili ai proprietari.
Il riassunto delle puntate precedenti vede il complesso turistico alberghiero – realizzata nei primi anni Novanta dalla immobiliare R.i.t.a. Sarda srl di Rita Pulcini e&C – su un costone degrandante sul mare di Golfo Aranci. Gli immobili non vennero mai occupati come alberghi, ma trasformati da una società Real Estate (gestita dai figli di Rita Pulcini) in villette bi e mono familiari con sky Line su Capo Figari e Tavolara. Le denunce dei vicini di Terrata Uno fioccarono come ciliegie e la magistratura mise sotto inchiesta costruttori e venditori, concludendo il processo con la confisca delle ottantotto villette e l’assegnazione al patrimonio indisponibile del Comune di Golfo Aranci. Amministrato, all’epoca, da una giunta “amica” che nulla fece per entrare in possesso di quelle casette sul mare, tanto da scatenare una corsa alla compravendita e ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. Il quale organo supremo, a tutt’oggi, non si è ancora espresso sulla reale proprietà degli immobili. In questo contesto a bocce ferme da due anni è intervenuto a più riprese il procuratore della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi, che ha fatto mette sotto sequestro e sgomberare le villette per ben quattro volte. Ieri l’altro l’ultima “restituzione” ai proprietari originari, su istanza degli avvocati Benedetto Ballero e Rita Dedola. Tutto questo fino a quanto, ha scritto il capo della Procura «non ci sarà una pronuncia di diverso tenore del giudice dell’esecuzione, del Comune di Golfo Aranci e del Consiglio di Stato, che deve ancora pronunciarsi sull’ordine di sgombero impartito dal Comune, stante l’assenza di una delibera comunale sulla destinazione finale degli immobili di sua proprietà». Altro che Mafia Capitale,, qui si parla di immobili che dovrebbero confluire nella disponibilità del Comune di Golfo Aranci in forza di una sentenza del tribunale di Temopio del 2006 passata in giudicato e mai messa in esecuzione da nessuno. In Comune, ora come allora, affermano d’avere le mani legate (da chi?) per poter agire legalmente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
