la carità cristiana
Il viceparroco della Sacra Famiglia, don Mirko Barone, battezzò “quell’ angelo di Dio” nell’ottobre del 2013. Un battesimo fortemente voluto dalla madre, una ragazza bosniaca che si stava avvicinando...
Il viceparroco della Sacra Famiglia, don Mirko Barone, battezzò “quell’ angelo di Dio” nell’ottobre del 2013. Un battesimo fortemente voluto dalla madre, una ragazza bosniaca che si stava avvicinando alla fede cattolica, e dal padre del bimbo, musulmano non professante. Un sacramento respinto dal nonno del ragazzo come manifestazione degli infedeli verso Allah, l’unico e grande Dio dei musulmani. La ragazza e il suo bimbo hanno continuato a frequentare, anche se saltuariamente, la chiesa cattolica, alla quale ha chiesto e ottenuto aiuto e carità cristiana. Nessun commento dai responsabili religiosi della popolosa parrocchia olbiese, i quali non conoscono le vere ragioni che hanno spinto il nomade musulmano a massacrare di botte la propria nuora. I sacerdoti pregano per la pronta guarigione della donna (affidata ai sevizi sociali) e per la tutela del bambino.
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