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La Cisl: Mater Olbia, prima i sardi

La Cisl: Mater Olbia, prima i sardi

L’appello dei medici: «Nell’isola c’è fame, le tremila domande lo dimostrano»

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OLBIA. La Cisl chiede un occhio di riguardo per gli operatori sanitari sardi. Il timore del sindacato, infatti, è che per il Mater Olbia siano privilegiate professionalità che arrivano da oltre Tirreno. «Pigliaru e Renzi si ritengono soddisfatti, perché al Mater Olbia nel volgere di 24 ore sono arrivati 2740 curriculum vitae con richiesta di lavoro – afferma Luciana Cois, segretario regionale di Cisl Medici –. Per il sindacato si tratta dell'ulteriore conferma della disperazione dei lavoratori. In poche ore, un numero di candidature che supera di quasi 5 volte i posti creati dal nuovo ospedale olbiese: è il segno della fame di lavoro che contraddistingue la Sardegna».

«Il Mater Olbia – aggiunge Cois – diventerà una piccola centrale di lavoro con oltre 350 posti solo nell'indotto per i quali si candidano altrettanti sardi. Ma siamo fortemente preoccupati che, come spesso avviene in certi settori produttivi - dove i posti di lavoro per i sardi sono limitati alle seconde file - ai professionisti isolani siano preclusi posti di responsabilità nei reparti ospedalieri, nei laboratori e nei centri di ricerca. Vigileremo perché ciò non accada. Anche la Regione dovrà fare sì che il Mater Olbia si integri nella sanità sarda creando non solo occasioni di lavoro, ma anche opportunità di crescita e stimolo verso l'eccellenza che la nostra terra merita».

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