Nella guerra dei taxi il giudice di pace dice sì ad Arzachena
Accolto il ricorso di un conducente, annullati tre verbali Aveva portato dei turisti dall’aeroporto sino a Porto Cervo
OLBIA. Una sentenza del giudice di pace Olbia, Pietro Denti, rimette in discussione alcuni principi fondamentali nella regolamentazione del servizio taxi, rischiando di riaprire lo scontro tra gli operatori del settore, in particolare tra quelli olbiesi e i colleghi della Costa Smeralda. Un tassista di Arzachena, Pietro Mancini, difeso dei legali Gianmarco ed Ezia Orecchioni, si è infatti visto accogliere un ricorso per l’annullamento di tre verbali (cui si è opposto il Comune di Olbia): gli furono elevati per aver eseguito il servizio di trasporto con inizio al di fuori del territorio comunale di competenza, quello smeraldino, dovendo accompagnare dei turisti in arrivo all’aeroporto di Olbia sino all’albergo da loro scelto a Porto Cervo.
Mancini aveva immediatamente fatto ricorso lamentando l’insussistenza della violazione e citando una norma che estende le licenze comunali per le attività di taxi presso gli aeroporti, autorizzando l’attività anche a soggetti che agiscono “nell’ambito territoriale” in cui l’aeroporto ricade: si tratta del decreto legislativo 422/1977. Ma non solo: il tassista arzachenese eccepiva anche sul concetto di “inizio del servizio”, in quanto i contratti erano stati stipulati “con onerosità ed esclusività a favore degli stessi utenti per l’intera tratta”, e quindi il servizio cominciava nel Comune di Arzachena. La terza contestazione riguarda l’esistenza della prova dell’attivazione del tassametro già dal Comune di appartenenza e quindi l’infondatezza della contestazione.
Il Comune di Olbia nella sua opposizione ha fatto presentela presunta inapplicabilità del concetto di estensione al cosiddetto “ambito territoriale” del legittimo esercizio del servizio taxi, a causa della mancata esecuzione degli accordi da parte dei Comuni, fatto che limiterebbe l’autorizzazione ai soli concessionari di Olbia. Di conseguenza anche le altre due contestazioni proposte avrebbero perso fondatezza.
Il giudice di pace ha però accolto il ricorso, in quanto «appare evidente che l’autorizzazione a effettuare servizio di piazza ai titolari di licenze rilasciate dai “Comuni nel cui ambito territoriale l’aeroporto ricade” è un precetto non subordinato a una emanazione di un’apposita intesa da parte dei Comuni». E rileva che l’interpretazione del Comune sarebbe in palese contrasto con i principi comunitari di libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi. Il giudice ammette che ci sono delle zone d’ombra nelle possibili interpretazioni del concetto di “ambito territoriale”, augurandosi che la questione venga chiarita ma non avendo dubbi che il territorio di Arzachena abbia una contiguità geografica col l’aeroporto “Costa Smeralda”. La decisione potrebbe finire per innalzare la soglia del conflitto tra tassisti olbiesi e smeraldini: a questo punto i primi potrebbero sentirsi autorizzati ad andare a prelevare clienti a Porto Cervo.
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