Nessuno vuole l’arena Michelucci
Fallita la strada della gestione privata, ora l’amministrazione comunale spera in una trattativa diretta
OLBIA. Povero teatro Michelucci. Venduto all'asta nel disinteresse generale dei privati e ora in offerta speciale ad associazioni e cooperative. La nobile incompiuta disegnata da Giovanni Michelucci, mastro di architettura, resta nel limbo. Andati deserti i due bandi per assegnarne la gestione ai privati, il Comune con un passaggio puramente tecnico restituisce l'opera al settore manutenzioni dopo essere stata temporaneamente al settore tecnico. Il sindaco Gianni Giovannelli continua a credere che per il teatro possa esserci un futuro. Non si rassegna all'idea che il Michelucci, donato a Olbia nel 1990 dal grande architetto, resti il simbolo delle incompiute in città. «Ora provvederemo a fare dei piccoli interventi di manutenzione – spiega il primo cittadino -, come abbiamo sempre fatto in questi anni. Aspettiamo nel frattempo che ci sia qualche soggetto, italiano o straniero, che si faccia venire una idea per valorizzare la struttura e usarla nel migliore dei modi. Ogni tanto si affaccia qualcuno, qualche cooperativa che sembra interessata ma poi, puntualmente, sparisce. Ora stiamo seminando un po’di informazioni per stimolare alcune associazioni a valutare la proposta di gestione. Ci piacerebbe trovare un interlocutore che, senza pagare costi eccessivi possa far rivivere questo edificio di pregio architettonico». Fallita la strada della gestione privata attraverso bando, 400mila euro per dieci anni, l'amministrazione valuta la trattativa diretta.
Allegata alla delibera con cui il teatro ritorna nelle mani del settore manutenzioni c'è anche una interessante relazione sullo stato di fatto dell’immobile. E a leggerla bene si capisce che l'investimento per rendere funzionante la struttura non è di poco conto. Si va dalla tinteggiatura interna da rifare alle coperture dei pozzetti arrugginiti agli impianti elettrico e antincendio da mettere a norma passando per la sistemazione dei servizi igienici, incompleti e in stato di abbandono.
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