Scuola nel caos, stop agli scrutini
Anche in città si respira aria di rivolta contro la riforma Giannini. I maggiori disagi alle superiori
TEMPIO. Si respira aria di blocco degli scrutini nelle scuole della città. In modo particolare, a decidere di incrociare le braccia potrebbero essere soprattutto gli insegnanti delle superiori, dove il blocco degli scrutini potrebbe avere effetti più incisivi e provocare disagi maggiori. Sarà, d'altronde, sufficiente che scioperi un solo insegnante per classe per bloccare l'intero scrutinio. L'effetto inevitabile sarà una catena di rinvii che costringeranno le scuole a ridefinire le date degli scrutini rimandandoli ad altra data. In qualche scuola della città si preannuncia un'adesione massiccia alla protesta. Con questa i sindacati mirano a spingere il governo Renzi a rivedere i punti più controversi della riforma Giannini, soprattutto quello che, non definendo con precisione i criteri della premialità, assegna ad un comitato costituito dal dirigente scolastico, una rappresentanza di insegnanti, genitori e studenti la facoltà di valutare il lavoro dei docenti. Che cosa accadrà se, com’è possibile, salteranno gli scrutini? Il blocco riguarderà poi tutte le classi? Possono stare tranquilli gli studenti impegnati con gli esami. I loro scrutini saranno fatti (sono, anzi, in corso), così da consentire il regolare svolgimento dell’esame. Più difficile è prevedere che cosa ne sarà degli scrutini delle altre classi. Se verranno bloccati, dovranno necessariamente essere rinviati ad altra data. Con l’esame di Stato alle porte (lunedì s’insediano le commissioni e due giorni dopo si attacca già con la classica prova d’italiano) non è facile stabilire quando verranno fatti. È probabile che molti studenti dovranno rimanere in attesa per più giorni. Impegnati nelle operazioni preliminari degli esami di Stato, magari in località distanti e con tanti adempimenti da sbrigare, gli insegnanti potrebbero non avere il tempo necessario per fare ritorno nelle loro sedi e scrutinare. Il gioco (il sacrificio, in questo caso) potrebbe però valere la candela, dando forza ad una protesta che sta incrinando i consensi verso il governo in carica, che ha già subito una prima battuta d’arresto da parte della Commissione Affari Costituzionali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
