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Olbia

il caso

Il Comune: posidonia da tutelare

di Dario Budroni
Il Comune: posidonia da tutelare

La protesta dei bagnanti nelle spiagge di Marinella e Porto Istana

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OLBIA. Tira fuori il meglio della sua anima verde. Giovanna Spano non barcolla di fronte alle rivolte scoppiate a Marinella e Porto Istana. «La comunità e gli operatori devono capire che la spiaggia è un bene collettivo. E che la posidonia è una pianta importantissima per l’ecosistema e che ha anche lo scopo di combattere l’erosione. Di certo non possiamo trattarla come un rifiuto» afferma decisa l’assessore comunale all’Ambiente, dopo le proteste inscenate da chi ne richiede la rimozione dal bagnasciuga.

Posidonia da proteggere. Giovanna Spano entra poi nei dettagli. A Marinella, qualche giorno fa, gran parte delle banquette di posidonia è stata tolta e sistemata provvisoriamente alle spalle della spiaggia. Una parte è invece rimasta. «Olbia ha seguito le direttive regionali, a Marinella abbiamo anche concesso l’utilizzo in deroga dei mezzi più pesanti – spiega l’assessore -. Comunque non possiamo mica smaltirla come fosse un rifiuto, perché le banquette di posidonia contengono tanta sabbia e materiale organico. Sarebbe un danno pesantissimo per l’ecosistema. Senza contare poi i costi di smaltimento». Giovanna Spano, poi, ci tiene a ricordare una cosa: «Abbiamo assistito a un evento atmosferico eccezionale, c’è stata la tramontanata del secolo. Comunque dobbiamo educare al rispetto della natura. Perché sarebbe come andare in Trentino e pretendere la rimozione degli aghi di pino dai boschi». Infine l’ultima battuta: «A Marinella può esserci un problema di balneazione, ma a Porto Istana proprio no. Lì la questione è risibile. Magari grazie alla posidonia il prossimo anno avremo un pezzo di spiaggia in più». Sulla stessa linea Benedetto Cristo, presidente della commissione all’Ambiente: «Abbiamo una chiara visione di turismo e ambiente. Siamo stati eletti anche per questo».

L’attacco di Forza Italia. Ma la guerra della posidonia non finisce qui. Ora interviene pure Pietro Carzedda, consigliere di Forza Italia. Ovviamente contro la giunta. «La situazione delle spiagge denota la totale impreparazione, l’assenza e il disinteresse dell’amministrazione nella gestione delle emergenze in materia ambientale – afferma il consigliere di minoranza -. Il Comune aveva e ha tutto il potere di ordinare lo sgombero e lo stoccaggio della posidonia seguendo la delibera della giunta regionale del 2008. Invece lascia che le spiagge vengano totalmente coperte dalle alghe, rendendole impraticabili e quasi inaccessibili a bagnanti, turisti e operatori. Tutti i Comuni costieri hanno da tempo pulito i propri lidi, attivando procedure previste dalle norme regionali. Quello di Olbia, invece, per l’ennesima volta si mostra assente».

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