Un mese a secco, agricoltori in ginocchio
Badesi, esplode la protesta. Il proprietario di un frutteto: sospesa l’irrigazione, persa la produzione annuale di pesche
BADESI. «Il consorzio di bonifica che fornisce l'acqua per l'irrigazione dei campi nella piana del Coghinas, compresa la sponda badesana, ha prima diminuito l'apporto idrico nei campi per poi sospendere completamente il servizio». La denuncia è di Enzo Sanna, agricoltore di Badesi, affittuario di piccoli appezzamenti di terreno di cui uno piantato a frutteto. Ma la sua protesta è condivisa da molti. «Il disagio- spiega Sanna- è iniziato lo scorso 15 maggio e da allora, al 3 giugno, dopo quasi un mese d'assenza d'acqua, il consorzio ha annunciato l'agognato ripristino. Peccato che ciò sia avvenuto solo parzialmente per esser poi nuovamente sospeso. Ora lascio immaginare il danno economico che un mese di assenza d'acqua, alle porte dell'estate, possa aver arrecato alle coltivazioni, compreso il mio frutteto. La produzione annuale di 200 quintali di pesche è andata completamente persa. Molte delle mie piante non sono riuscite a superare il lungo periodo di siccità e si son seccate. Altre, per potersi riprendere, dovranno esser potate dal tronco principale, con conseguente azzeramento della produzione per i prossimi 4 anni. E tutto nel periodo di maggior produzione delle piante. In tempi di crisi economica, in cui un piccolo agricoltore deve far fronte a spese di produzione sempre più elevate e con margini di guadagno sempre più ristretti, può un corsorzio idrico, che dovrebbe esser dalla parte degli agricoltori, sospedere un bene prezioso come l'acqua per un periodo di tempo così protratto e arrecare in questo modo un danno economico pari a migliaia e migliaia di euro? Ha senso, per gli agricoltori locali, impegnarsi con lavoro edinvestimenti se poi tutto viene vanificato dalla scorretta gestione delle risorse che dovrebbero garantire la produzione agricola? In queste condizioni- conclude Enzo Sanna- e nell'anno dell'Expo, possiamo anche parlare di agricoltura sostenibile e di sistemi di nuova generazione, ma se non possono esser garantiti servizi minimi e sistemi necessari allo sviluppo, la realtà locale resterà sempre ben lontana da tutto questo e forse sempre più vicina al suo inesorabile abbandono».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
