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Olbia

Il Puc vede il traguardo: confronto con i quartieri

Alessandro Pirina
Una veduta di Olbia
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Una veduta di Olbia

L’amministrazione incontrerà uno per uno comitati, sindacati e associazioni L'assessore Careddu: «Sarà un Piano condiviso. Spero venga approvato entro Natale»

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OLBIA. La città del futuro vede la luce. All'appello mancano ancora alcuni passaggi cruciali, ma il Puc sembra essere in dirittura d'arrivo. L’obiettivo dell’amministrazione Giovannelli è presentare la bozza in Consiglio comunale a novembre per arrivare all'adozione definitiva entro Natale. Un traguardo che la città attende da decenni. Un epilogo che, però, non sarà scritto solo da tecnici e politici. Il Piano che disegnerà l'Olbia del domani sarà, infatti, redatto tenendo conto anche dei consigli e dei suggerimenti arrivati dalla popolazione, dal mondo del lavoro e delle professioni. L'assessore Carlo Careddu ha deciso di coinvolgere in questo processo anche i cittadini. Da domani il Comune incontrerà, uno alla volta, i comitati di quartiere, le associazioni di categoria, gli ordini professionali per ascoltare le loro esigenze, proposte, timori.

Una serie di faccia a faccia che prenderanno il via domani alle 9.30 a Rudalza, nella casa comunale, e che fanno seguito a due assemblee generali del 27 maggio. «Abbiamo voluto evitare il metodo autoreferenziale di una politica che guarda solo a sé stessa e non alla città – spiega Careddu –. Il Puc non è solo uno strumento di tipo urbanistico, ma è un progetto di sviluppo economico-sociale che deve mettere a fuoco la città del futuro. Per questo abbiamo ritenuto necessario sentire tutti i punti di vista parziali, da ricomprendere poi in un disegno generale. Vogliamo costruire una mappa condivisa delle problematiche che il Puc dovrà affrontare».

Al via dal 15 giugnoi, dunque, la fase interlocutoria tra il Comune e la cittadinanza. La prima settimana, mattina e sera, sarà interamente dedicata ai comitati di quartiere e delle frazioni, mentre nelle prossime seguiranno i faccia a faccia con sindacati, associazioni e ordini professionali. «Io sarò presente a tutti gli incontri, ma il mio sarà un ruolo sfumato – dice ancora l'assessore all'Urbanistica –. Noi saremo lì solo ad ascoltare. Non vogliamo inquinare quell'idea di progettazione dal basso che ci ha portati a respingere la vecchia politica che si chiudeva in una stanza e con i pennarelli decideva le sorti della città». Il Puc, in qualche modo, si candida a contenere al suo interno sogni e aspettative dei cittadini, ma soprattutto regole e direttive che a Olbia non ci sono mai state, comportando una crescita della città molto confusa e disordinata. «Nell’attività di pianificazione vogliamo tenere conto di tutte le informazioni avute nei tavoli. Tanti pezzi che dovranno essere assemblati dai progettisti per arrivare alla bozza finale del Puc. Che, a quel punto, io proporrò al Consiglio comunale, a cui spetta la sintesi finale. Se tutto va come credo, il Piano potrebbe arrivare in aula entro i primi di novembre. Lo so, è un progetto molto ambizioso, e non scevro da insidie e difficoltà, ma ritengo sia davvero alla nostra portata». Anche perché, conclude l’assessore, molti pezzi importanti del Puc già esistono. «Dal Piano del centro storico a quello di utilizzo dei litorali, dal Piano urbano della mobilità a quello aeroportuale, al Piano di mitigazione del rischio idrogeologico, mentre stiamo lavorando senza sosta con l’Autorità portuale alla redazione Piano regolatore del porto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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