Abusi tra le mura domestiche troppe famiglie sono a rischio
OLBIA. Il dato forse più inquietante del fenomeno violenza di genere è quello che riguarda la famiglia e le mura domestiche intese come ambiente e luogo dove si commettono moltissimi abusi e...
OLBIA. Il dato forse più inquietante del fenomeno violenza di genere è quello che riguarda la famiglia e le mura domestiche intese come ambiente e luogo dove si commettono moltissimi abusi e maltrattamenti. Olbia e la Gallura confermano il segnale d’allarme come dimostrano anche gli ultimi episodi di cronaca. Soprattutto il caso terribile della ragazza segregata e violentata per mesi dal padre e dallo zio, e ancora quello della ragazza rom pestata dal suocero perché si è convertita al cattolicesimo e ha fatto battezzare il figlio di pochi mesi.
In particolare, fanno riflettere i dati in possesso del centro antiviolenza Prospettiva Donna, che da anni in città e nel territorio segue e sostiene le tante vittime con il lavoro oscuro e rischioso di tante volontarie e con l'ausilio di personale qualificato. Dati alla mano, sono un paio di centinaia di casi che si registrano all'anno e di questi, la maggior parte riguarda proprio la violenza domestica, dunque all'interno del nucleo familiare. Per la precisione, in molti casi si tratta della violenza assistita, cioè quella in cui i bambini sono costretti a vedere con i propri occhi le violenze in famiglia commesse dagli uomini nei confronti delle donne, con conseguenze psicologiche gravissime. Il centro antiviolenza Prospettiva Donna, guidato dalla presidente Patrizia Desole, invita tutte le vittime di abusi, maltrattamenti e stalking che vogliono chiedere aiuto a contattare l'associazione che ha sede a Olbia. Per informazioni, telefonare al 1522 (numero unico nazionale) oppure allo 0789.27466.
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