La Nuova Sardegna

Olbia

Invasione della posidonia precettati i concessionari

di Walchiria Baldinelli
Invasione della posidonia precettati i concessionari

Arzachena, il sindaco Alberto Ragnedda intima agli operatori di ripulire gli arenili Possibile la revoca della licenza. Situazione peggiorata dopo l’ondata di scirocco

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ARZACHENA. Istantanee non proprio da cartolina in alcune spiagge. Colpa dell'ondata eccezionale di posidonia finita sugli arenili anche negli ultimi giorni, oltre che della mancata pulizia da parte di qualche concessionario. A stagione iniziata, il Comune è dovuto correre ai ripari: ha scritto una lettera ai titolari di concessioni demaniali. Li esorta a rispettare gli obblighi previsti dalle normative. La mancata manutenzione e la pulizia delle aree limitrofe, anche dalla posidonia, può costare caro ai trasgressori. Rischiano la revoca della concessione.

«Come ogni anno l'amministrazione comunale ha attivato il servizio di pulizia degli arenili per garantire una fruizione ottimale delle nostre spiagge, alla popolazione in generale e a quella turistica in particolare – si legge nella lettera firmata dal sindaco, Alberto Ragnedda, e dal dirigente Libero Meloni –. La regolare conservazione dello stato di decoro dei litorali deve necessariamente coinvolgere anche gli operatori balneari. Si richiamano tutti i titolari di concessioni demaniali al rigoroso rispetto delle condizioni previste, nonché alle disposizioni dell'ordinanza balneare regionale». Che recita in particolare: «I concessionari sono tenuti a curare la perfetta manutenzione e la pulizia delle aree in concessione e delle aree limitrofe fino al battente del mare». In sostanza l'amministrazione comunale può dichiarare la decadenza della licenza per inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione.

«Abbiamo fatto un richiamo – dichiara il primo cittadino -. Aspetteremo alcuni giorni poi effettueremo sopralluoghi e valuteremo caso per caso». Ragnedda fa alcune precisazioni. «C'è un grosso impegno da parte del Comune, ogni anno spende circa 300 mila euro per la pulizia delle spiagge. Ho ripetuto anche in consiglio comunale che siamo più avanti rispetto ad altre realtà. La ditta incaricata dovrà terminare le operazioni entro il primo giugno. Altrimenti incorrerà in sanzioni, come previsto dal contratto. Ma il problema della posidonia in particolare non si può certo risolvere entrando sugli arenili con le ruspe, come richiesto da qualcuno. Non lo consentono le normative e tanto meno il buon senso».

I sopralluoghi del sindaco e degli amministratori sono quotidiani. «La situazione è ancora critica in cinque delle trenta spiagge più frequentate – spiega Ragnedda –. Una delle spiagge di Capriccioli era stata ripulita, ad esempio, ma l'ultimo Scirocco ha riportato sull'arenile un'altra ondata di posidonia. Ci sono ancora da sistemare Cala Granu e Romazzino. Piccolo Romazzino è un luogo difficile da raggiungere con i mezzi, richiede più tempo. Ricordo infine che il Comune ha competenza sulle aree demaniali pubbliche non date in concessione».

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