Dopo 67 anni addio ai frati conventuali della parrocchia di S. Giuseppe
TEMPIO. I frati minori conventuali che reggono la parrocchia di San Giuseppe lasciano Tempio dopo 67 anni. La notizia è stata data durante l’omelia della messa domenicale dal parroco, padre Paolo...
TEMPIO. I frati minori conventuali che reggono la parrocchia di San Giuseppe lasciano Tempio dopo 67 anni. La notizia è stata data durante l’omelia della messa domenicale dal parroco, padre Paolo Cirina fra lo stupore e la costernazione dei fedeli ai quali circa un anno e mezzo fa la cosa era stata già prospettata. Il fatto che non se ne fosse più parlato, aveva rasserenato gli animi. «La decisione – spiega padre Paolo Cirina – è stata assunta dal Consiglio provinciale dei frati minori conventuali della Sardegna e avrà il suo apice entro il 2017 quando Sardegna, Toscana, Umbria, Lazio e Marche, per quanto concerne il nostro Ordine diventeranno un'unica Provincia. Con un progetto nuovo che prevede anche nuove forme di apostolato e di interventi. Una unificazione delle “province” francescane, sul modello di quanto stanno facendo le compagnie telefoniche ed elettriche e di quanto sta avvenendo per le province e anche per i comuni».
A spingere gli organismi superiori dei Frati minori conventuali (oltre Tempio, i frati lasceranno anche una parrocchia di Iglesias e una di Cagliari), sarebbe lo scarso numero dei frati presenti nella provincia Sardegna. Secondo i recenti ordinamenti infatti, una provincia non può sussistere con un numero di frati inferiore a quaranta. In Sardegna attualmente sono poco più di 30.
I primi tre frati minori conventuali erano giunti a Tempio il 5 maggio del 1948. Curavano l’officiatura della chiesa del Purgatorio. Non c’era il convento e neanche la chiesa di San Giuseppe e abitavano presso un affittacamere.
La posa della prima pietra del convento e della chiesa avvenne il 31 agosto del 1947. L’opera era stata progettata dall’ingegnere Giovanni Antonio Sechi e fu aperta al culto il 7 marzo del 1957. Quattro anni prima però, il 28 luglio del 1953, un decreto della sacra congregazione del Concilio aveva elevato l’erigenda chiesa al ruolo di Parrocchia.
Ora la storia è tutta da riscrivere. Sia per quanto concerne il mantenimento o meno della parrocchia e il suo eventuale affidamento, sia per quanto concerne la gestione dei beni ( convento, chiesa, campetti e terreni circostanti), tutti di proprietà dei Frati conventuali. A riscriverla, nella sua saggezza, spetterà a monsignor Sebastiano Sanguinetti vescovo di Tempio.
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